Rapporto sui risultati
Consultazione 2005/93: Adattamento dell'aliquota minima di conversione nella previdenza professionale · 28 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 16Fedlex · Rapporto sui risultati
In generale, si rileva che il rapporto renderebbe più trasparenti le basi di calcolo.
Pareri favorevoli (con e senza riserve):
Considerata l’incertezza degli sviluppi economici e sociopolitici, LU ritiene opportuno ridurre il termine da 10 a 5 anni e approva la flessibilità che ne deriverebbe, che consentirebbe di reagire tempestivamente agli eventi menzionati.
Secondo FR (favorevole), la stesura quinquennale del rapporto consentirebbe adeguamenti meno drastici rispetto a quelli che potrebbero rendersi necessari se il rapporto fosse decennale e si potrebbe agire con più lungimiranza e minore urgenza. Non bisognerebbe però dare eccessivo peso agli eventi recenti. Secondo SG, in questo modo si potrebbero attenuare le ripercussioni delle riduzioni
dell’aliquota di conversione e secondo AG si contribuirebbe a ridurre le pressioni di coloro che chiedono misure d’accompagnamento volte a mantenere invariato il livello delle rendite.
GL è del parere che la stesura del rapporto non debba essere intesa o intenzionalmente malintesa quale strumento per istituzionalizzare una procedura che permetta di ridurre periodicamente l’aliquota di conversione. Una tale impostazione sarebbe espressamente respinta.
GR ritiene che qualora le aspettative di rendimento consentano nuovamente un tasso d’interesse tecnico più elevato, quest’ultimo debba essere nuovamente aumentato.
In linea di massima, il PLR è d’accordo con il principio di un’analisi periodica volta a stabilire se l’aliquota minima di conversione continui a corrispondere alla situazione determinata dalle statistiche sulla speranza di vita e dalle aspettative di rendimento sui mercati finanziari o se sia invece opportuno procedere ad un adeguamento (verso il basso o verso l’alto). Tuttavia, una revisione quinquennale dell’aliquota di conversione potrebbe far sì che ogni cinque anni “nasca” una nuova generazione di pensionati e che gli interessati pianifichino il loro pensionamento in base ai calcoli corrispondenti. Un riesame dell’aliquota di conversione è sicuramente opportuno quando si verificano dei cambiamenti significativi sui mercati dei capitali, in particolare se sussiste il rischio che le aspettative di rendimento possano essere disattese.
PS, USS, sic Svizzera, Centre Patronal ed Ebenrain sono favorevoli solo se questa procedura non creerà una sorta di automatismo che comporti nuove riduzioni. Inoltre, auspicano che nel rapporto il raggiungimento dell’obiettivo non venga misurato in base a biografie professionali teoriche (calcoli tipo)
Pareri contrari:
Per ZH bisogna valutare se le basi di calcolo vadano effettivamente verificate ed eventualmente modificati ogni cinque anni. La previdenza professionale è un processo a lungo termine. Le probabili rendite di vecchiaia vengono regolarmente indicate agli assicurati nei rispettivi certificati. Sarebbe più difficile programmare il pensionamento se ogni cinque anni si dovesse fare i conti con una modifica dell’ammontare della rendita, tanto più se non sono previste misure legali volte a compensare la riduzione dell’aliquota. Bisogna valutare attentamente, se l’attuale intervallo di dieci anni non continui ad essere sufficiente.
Per ZG non ha senso fissare un’aliquota di conversione a lungo termine se il tasso d’interesse tecnico è a breve scadenza. La rivalutazione dell’aliquota minima di conversione ogni cinque anni farebbe sì, ad esempio; che, a parità di capitale previdenziale, quattro pensionati di età differente (ad es. 65, 70, 75 e 80 anni) ricevano rendite diverse.
PCS e Travail Suisse temono che con un rapporto quinquennale si dia troppa importanza alla situazione a breve termine sui mercati finanziari. KGL segnala l’importanza di un’informazione tempestiva.