Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/78: Ratifica di una convenzione e della modifica di una convenzione e adesione ai due protocolli d'emendamento dell'ONU per la repressione di atti terroristici contro la sicurezza nucleare e marittima · 60 pagine

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Consultazione relativa a quattro convenzioni ONU contro il terrorismo. Rapporto esplicativo14

punto di padroneggiare questa tecnologia è aumentato nonostante gli sforzi attuati dalla comunità internazionale per frenarne la proliferazione. Questa evoluzione aumenta il rischio di trasferimento di know how a gruppi terroristici. Considerato che anche per i privati è sempre più facile procurarsi materiale nucleare, la Svizzera e i suoi cittadini in patria e all’estero corrono un rischio sempre maggiore. Sul piano politico nel 2006 diversi organismi come il G8 («Iniziativa mondiale contro il terrorismo nucleare»)10, l’AIEA o l’OSCE si sono occupati con maggiore attenzione del problema del terrorismo nucleare. Nel quadro dell’ONU, da qualche anno gli Stati Parte alla risoluzione 1540 del Consiglio di sicurezza sulla non proliferazione si sono impegnati a rispettare strette regole. Quanto all’Assemblea generale le «Misure volte a impedire ai terroristi l’acquisto di armi di distruzione di massa»11 figurano sempre all’ordine del giorno.

Nel «Rapporto Sicurezza interna della Svizzera 2005», pubblicato nel maggio 2006, l’Ufficio federale di polizia rileva che l’interesse dei movimenti della jihad per le armi cosiddette sporche (ordigni esplosivi dotati di rivestimento radioattivo) permane, nonostante finora non sia stato compiuto alcun attentato con mezzi di questo genere. Il Servizio di analisi e prevenzione dell’Ufficio federale di polizia ha condotto nel 2004 ricerche preventive sulle implicazioni svizzere nella rete del «padre» della bomba atomica pachistana Abdul Qadeer Khan, segnatamente nel quadro delle esportazioni destinate al programma nucleare libico. Nell’ottobre 2004 il Ministero pubblico della Confederazione ha aperto un’inchiesta per presunte infrazioni alla legge sul controllo dei beni a duplice impiego12 e della LMB. Tale inchiesta ha portato all’arresto di tre membri di una famiglia. Indagini simili, riguardanti diversi attori della rete Khan, sono parimenti in corso in altri Paesi, in particolare in Germania, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Sudafrica, Turchia, Spagna e Giappone13.

La Convenzione internazionale per la repressione di atti di terrorismo nucleare, la cui ratifica è oggetto del presente rapporto, è stata firmata il 13 aprile 2005 dopo negoziati durati numerosi anni. Essa è il risultato dei molteplici sforzi della comunità internazionale volti a impedire a terroristi di accedere ad armi di distruzione di massa. Complementare ai dodici trattati settoriali dell’ONU già esistenti, la Convenzione fonda la cooperazione internazionale su basi contrattuali, rafforzando così a lungo termine il quadro giuridico internazionale e la capacità degli Stati di lottare contro il terrorismo. L’Assemblea generale dell’ONU ha invitato insistentemente i suoi Stati membri a considerare la ratifica della Convenzione una

10 Già nel 2002, in occasione del vertice di Kananaskis, è stato istituito il «Partenariato globale del G8 contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei relativi vettori». La Svizzera vi ha aderito nel maggio 2003. 11 Cfr. risoluzione dell’Assemblea generale dell’ONU (A/RES/61/86) del 6 dic. 2006. 12 13 Cfr. pag. 10-11 e 45 del rapporto (consultabile sul sito: http://www.ejpd.admin.ch/fedpol/it/home/dokumentation/berichte.html).