Rapporto esplicativo
Consultazione 2007/31: Revisione della legge federale sul servizio civile e della legge federale sulla tassa d'esenzione dall'obbligo militare · 48 pagine
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Dipartimento federale dell'economia DFE
Organo d'esecuzione del servizio civile ZIVI
Organo centrale
3 Procedura d’ammissione al servizio civile
3.1 La procedura d’ammissione in vigore
3.1.1 Esperienze
Sostanzialmente, il sistema basato sul diritto in vigore funziona bene. La concezione etica sulla quale si fonda ha dimostrato la sua solidità. Gli impiegati dell’organo di esecuzione e la commissione
d’ammissione svolgono un lavoro di qualità, che non è mai stato messo in discussione, né
dall’opinione pubblica, né dal Parlamento. Finora la Commissione di ricorso DFE (REKO EVD) (in funzione fino alla fine del 2006) e il Tribunale amministrativo federale (in funzione dall’inizio del 2007) hanno convalidato la loro prassi. L’obiettivo politico stabilito all’origine – ossia contenere il numero di civilisti – è stato raggiunto.
L’organo di esecuzione ha svolto un’inchiesta presso le persone che hanno presentato una domanda d’ammissione. I risultati possono essere riassunti così: essi considerano che, in generale, la loro istanza sia trattata in modo equo ed efficace, in particolare nei casi in cui essa sia stata presentata al momento del reclutamento. Molti di loro giudicano la procedura d’ammissione, e in particolare
l’audizione personale, superflue e i criteri sulla base dei quali vengono valutati troppo severi. Si
dichiarano favorevoli alla soluzione della „prova di fatto“ o alla libera scelta tra servizio militare e servizio civile.
La procedura in vigore non ammette in nessun caso che la coscienza del richiedente venga
sottoposta a esame, né avanza pretese in tal senso. Il suo scopo è semplicemente verificare se egli è in grado di “rendere credibile” il suo conflitto di coscienza. In altre parole: la procedura mette in conto che un richiedente che vive un conflitto di coscienza ma che non è in grado di esprimerlo possa essere respinto, mentre un richiedente in grado di rendere plausibile un conflitto di coscienza che in realtà non vive, possa essere ammesso. Questa „lacuna“ è insista nella natura stessa della procedura.
La procedura d’ammissione, d’altra parte, è molto onerosa. La collaborazione tra organo di
esecuzione (impiegati della Confederazione) e commissione d’ammissione (di milizia) è impegnativa e costosa. Nel contempo va detto che la selezione operata grazie a questa procedura è limitatissima.
La maggior parte dei richiedenti ha „buoni motivi„ per non voler prestare servizio militare, fondati su una convinzione morale e non su considerazioni egoistiche, ed è pertanto disposta a prestare servizio civile. Ciò spiega la bassa quota di domande respinte. Il numero di richieste, relativamente contenuto se paragonato al numero estremamente elevato di persone dichiarate non idonee al servizio militare, lascia concludere che gli ostacoli che vanno superati per accedere al servizio civile sono piuttosto ardui. Il servizio civile non è (più) una soluzione d’emergenza per sfuggire alla sanzione di un tribunale militare, bensì la scelta consapevole di persone impegnate e ben informate. Se paragonato al servizio militare, alla protezione civile o all’esonero, il servizio civile è l’opzione meno attraente: dura una volta e mezza il servizio militare, non tollera dispense per ragioni di salute, applica una prassi strettissima per quanto concerne il differimento dei periodi di servizio e prevede che tutti i giorni dovuti vadano prestati, non uno di meno, entro il limite d’età prestabilito.
3.1.2 Vantaggi e svantaggi
Vantaggi:
Il fatto che tutti i richiedenti debbano inoltrare una domanda scritta e debbano essere sentiti garantisce ampiamente una procedura equa che, nella misura del possibile, consente di far luce sulla credibilità del conflitto di coscienza invocato. L’onerosità del sistema corrisponde alla complessità e alla
sensibilità del compito.