Rapporto sui risultati
Consultazione 2008/91: Revisione della legge sul Controllo delle finanze · 19 pagine
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screpanze. Contemporaneamente l’USC chiede di sostituire la disposizione potestativa, affinché le verifiche siano eseguite obbligatoriamente in un determinato intervallo di tempo. Si dovrebbe rinunciare alla verifica solo se i Cantoni possono provare di averla eseguita. Con una tale norma i Cantoni potrebbero incaricare il proprio organo di sorveglianza finanziaria di adempiere gli obblighi di verifica della Confederazione.
BE constata che con la modifica proposta decadrebbero le condizioni attualmente vigenti per le verifiche eseguite dal CDF presso i Cantoni (necessità di una legge o decreto federale). I Cantoni sarebbero tuttavia strutture statali indipendenti e non semplici organi esecutivi. Anche dove è applicato il diritto federale, ai Cantoni spetterebbe un’autonomia organizzativa. I Cantoni sarebbero competenti per l’applicazione dell’imposta federale diretta sotto la sorveglianza della Confederazione. La responsabilità della sorveglianza spetterebbe al Dipartimento federale delle finanze e all’AFC. Con l’acquisizione di funzioni di sorveglianza e di controllo da parte del CDF si avrebbero dei doppioni e quindi essa dovrebbe essere respinta. L’organizzazione del sistema di controllo interno sarebbe compito dei Cantoni; in questo caso non è necessario alcun controllo da parte del CDF. Quest’ultimo dovrebbe assolutamente garantire l’indipendenza dei Controlli cantonali delle finanze e nella prassi dovrebbe limitare le sue attività di controllo agli aspetti concernenti il diritto finanziario. Il Cantone sostiene anche che con il progetto di revisione si profila un controllo più efficace e più efficiente nell’ambito dei contributi federali ai Cantoni e al tempo stesso viene lasciato un maggior margine di manovra ai Controlli cantonali delle finanze nell’utilizzo delle loro risorse.
I Verdi sostengono che il CDF ha il compito di esaminare tutta la gestione finanziaria pubblica e di confermare e commentare la correttezza dei conti della Confederazione in un rapporto destinato all’Assemblea federale. Ciò corrisponderebbe agli standard minimi richiesti anche dalle organizzazioni internazionali. La Dichiarazione di Lima dell’INTOSAI statuisce che nessun settore delle finanze pubbliche può essere sottrattoalla verifica dell’organo superiore di vigilanza finanziaria e che le verifiche nell’ambito fiscale dovrebbero spingersi fino agli incarti fiscali. Questi standard minimi della Dichiarazione di Lima dovrebbero essere rispettati dalla Svizzera, cosa che attualmente non accade. Se la soluzione proposta non fosse accettata, la Confederazione dovrebbe intervenire ancora una volta nell’autonomia cantonale e impartire un mandato obbligatorio ai Controlli cantonali delle finanze. I Verdi ritengono superflua la limitazione delle verifiche prevista all’articolo 16 capoverso 1 LCF. La limitazione prevista non corrisponderebbe agli standard internazionali. I Cantoni non potrebbero appellarsi a una libertà di organizzazione illimitata, poiché la LIFD li obbliga ad organizzarsi in modo da garantire la corretta applicazione e esecuzione uniforme di questa legge.
Parere negativo su questa parte del progetto con o senza contro proposta
AG, BL, BS, SO e ZG criticano una verifica del sistema di controllo interno da parte del CDF. La LIFD non indica il sistema di controllo interno come compito dei Cantoni pertanto, il CDF potrebbe anche non esaminarlo. La sorveglianza in quest’ambito spetta ai relativi organi cantonali.