Rapporto esplicativo

Consultazione 2009/4: Legge federale sui diritti politici (Ritiro condizionato di un'iniziativa popolare) · 15 pagine

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3.2 Soluzione soddisfacente per tutte le parti interessate

La possibilità del ritiro condizionato di un’iniziativa popolare rappresenta una soluzione soddisfacente per tutte le parti interessate. Il comitato d’iniziativa ne trae profitto poiché può accettare un compromesso del Parlamento senza rischiare di trovarsi a mani vuote ed evitare così una costosa campagna a favore dell’iniziativa popolare. Anche il Parlamento ne trae profitto poiché aumentano le probabilità che la sua soluzione di compromesso sia accettata dal comitato d’iniziativa e può così evitare gli oneri derivanti da una votazione su un’iniziativa popolare. Inoltre, non si potrà più rimproverare alla maggioranza del Parlamento di aver adottato un controprogetto indiretto per motivi puramente tattici, ossia per indurre il comitato a ritirare la sua iniziativa e, dopo il ritiro, difendere il controprogetto con scarso entusiasmo o persino anche combatterlo in caso di referendum.

Se i comitati d’iniziativa ritirano sempre più spesso i loro testi a favore dei controprogetti indiretti, torna utile anche ai fautori dello statu quo. Nella situazione attuale, questi possono trovarsi costretti a raccogliere le firme indipendentemente dal fatto che il termine di referendum per il controprogetto indiretto decorra prima o dopo la votazione sull’iniziativa popolare. In entrambi i casi, si tratta di lottare sia contro il progetto legislativo del Parlamento sia contro l’iniziativa popolare.

Da ultimo, è importante anche il punto di vista degli aventi diritto al voto. Anche per loro il ritiro condizionato di un’iniziativa popolare a favore di un controprogetto indiretto contribuisce a chiarire la situazione. Per esempio, se un cittadino tra le tre varianti, ossia lo statu quo, il controprogetto indiretto e l’iniziativa popolare, da la preferenza nell’ordine al controprogetto indiretto, all’iniziativa e allo statu quo, oggi si trova di fronte a un dilemma vista la pratica più diffusa secondo cui si vota dapprima sull’iniziativa popolare. È meglio respingere l’iniziativa popolare poiché non è al primo posto delle sue preferenze nella speranza che non sia lanciato il referendum contro il controprogetto? O è meglio accettare l’iniziativa popolare poiché vi è da temere che il controprogetto indiretto fallisca?

La proposta di modifica della legge federale sui diritti politici offre ai promotori dell’iniziativa la possibilità di chiarire la situazione abbastanza presto.

4 Commento ai singoli articoli

4.1 Legge federale del 17 dicembre 1976 sui diritti politici (LDP; RS 161.1)

Art. 68 cpv. 1 lett. c

Attualmente, è ammesso unicamente il ritiro incondizionato e la legge lo precisa già in relazione con la forma che devono avere le liste per raccogliere le firme (art. 68 cpv. 1 lett. c). La condizione secondo cui ogni lista delle firme, per essere valida deve contenere una clausola di ritiro deve rimanere invariata. Tuttavia il ritiro non può essere condizionato da qualsiasi riserva: l’Assemblea federale quale legislatore ordinario rimane l’unica responsabile della coerenza dell’ordinamento giuridico e non deve rischiare di diventare un burattino nelle mani di un comitato d’iniziativa. La so-