Rapporto esplicativo
Consultazione 2009/4: Legge federale sui diritti politici (Ritiro condizionato di un'iniziativa popolare) · 15 pagine
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Rapporto
1 Genesi del progetto
1.1 Iniziativa parlamentare 08.515. Ritiro condizionato di un’iniziativa popolare in caso di controprogetto indiretto
Il 18 dicembre 2008, il consigliere agli Stati Filippo Lombardi (PPD/TI) ha depositato un’iniziativa parlamentare sotto forma di progetto elaborato intesa a permettere il ritiro condizionato di un’iniziativa popolare. Nella motivazione, egli indica che in occasione dell’elaborazione di controprogetti indiretti a iniziative popolari, il Parlamento si è trovato più volte di fronte al dilemma dei promotori dell’iniziativa, che sarebbero disposti a ritirare la loro iniziativa a favore di un controprogetto indiretto, ma temono che un eventuale referendum lanciato dal fronte opposto faccia cadere il controprogetto stesso, lasciandoli a mani vuote.
Presidente della Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia (CAPTE), Lombardi è confrontato con un caso concreto di questo tipo. Su proposta della CAPTE, il Consiglio degli Stati ha deciso il 1° ottobre 2008 di raccomandare al popolo e ai Cantoni di respingere l’iniziativa popolare « Acqua viva» (07.060) [Boll. uff. 2008 S 795]. La Camera ha nel contempo adottato, con 36 voti contro 0, nella votazione sul complesso una modifica elaborata dalla CAPTE della legge sulla protezione delle acque (07.492 Iv. pa. « Protezione e utilizzo dei corsi d’acqua »). La CAPTE del Consiglio degli Stati ha concepito questa modifica di legge quale controprogetto indiretto all’iniziativa popolare. La disposizione finale del progetto della Commissione prevede che la legge sarà pubblicata e quindi il termine di referendum decorrerà non appena l’iniziativa popolare è ritirata o respinta in votazione popolare. Il progetto è attualmente pendente in Consiglio nazionale.
Se il progetto fosse accolto dalle due Camere, potrebbe essere nell’interesse sia del Parlamento sia del comitato d’iniziativa ritirare l’iniziativa. In tal modo sia l’autorità che il comitato potrebbero risparmiarsi gli oneri di una votazione popolare. Tuttavia, al riguardo il comitato d’iniziativa si assumerebbe un notevole rischio: se ritira l’iniziativa, la revisione della legge sulla protezione delle acque è pubblicata e il termine di referendum inizia a decorrere. Se viene lanciato il referendum e la revisione di legge è respinta in votazione popolare, il comitato non ha più la possibilità di rilanciare la sua iniziativa. Accettare la proposta di compromesso del Parlamento non porterebbe quindi alcun vantaggio e il comitato d’iniziativa resterebbe con un pugno di mosche.
È a questo punto che interviene l’autore della presente iniziativa: la sua proposta di modifica della legge federale sui diritti politici si prefigge di permettere a un comitato d’iniziativa di proporre il ritiro condizionato dell’iniziativa se l’Assemblea federale ha adottato un controprogetto indiretto sotto forma di legge. In caso di un simile controprogetto, un comitato d’iniziativa deve potere proporre il ritiro condizionato della sua iniziativa popolare senza correre rischi. In seguito a tale ritiro il controprogetto è pubblicato e il termine di referendum decorre. Se non è lanciato il referendum o il controprogetto è accettato in votazione popolare, il ritiro è confermato. I promotori dell’iniziativa potrebbero persino considerarlo come un loro successo.