Rapporto sui risultati
Consultazione 2010/52: Modifica del Codice penale e del Codice penale militare (diritto sanzionatorio) · 51 pagine
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vedere che alla pena detentiva (residua) venga applicata un'altra modalità di esecuzione (BE, BS). ZH e KKLJV, basandosi sull'attuale articolo 39 capoverso 1 CP propongono la seguente precisazione dell'articolo 79a capoverso 5 AP-CP: «Se, nonostante diffida, il condannato non presta il lavoro di pubblica utilità conformemente alle condizioni e agli oneri stabiliti dalle autorità d'esecuzione o non rispetta i termini previsti, viene eseguita la pena detentiva».
8 partecipanti considerano problematico l'elevato numero massimo di 720 ore di lavoro. Infatti, un impegno lavorativo di svariati mesi da svolgere nel tempo libero spesso rappresenta un sovraccarico eccessivo per il condannato118. È anche difficile trovare servizi di pubblica utilità adatti e disposti a impiegare il condannato per molte ore su un arco di tempo prolungato119. Maggiore è la durata del lavoro di pubblica utilità più sono le interruzioni registrate (ZH, CAIS). Il limite massimo non dovrebbe pertanto superare le 360 ore120. SH e CAIS propongono inoltre una durata minima di 12 ore, risultante dal modello proposto di almeno tre unità di pena nel caso di crimini e delitti e da considerazioni pratiche nel caso di contravvenzioni (onere esecutivo; CAIS). ZG propone la seguente formulazione dell'articolo 79a capoverso 1 AP-CP: «A richiesta del condannato, una pena detentiva non superiore a tre mesi può essere eseguita sotto forma di lavoro di pubblica utilità».
Contrariamente a queste opinioni, CSDAR e prosaj si dicono espressamente d'accordo con il limite massimo di 720 ore per il lavoro di pubblica utilità, ritenendo che le pene elevate non fanno aumentare il numero di interruzioni, ma anzi lo mantengono piuttosto esiguo in termini percentuali.
Secondo l'UDC andrebbe modificato il fattore di commutazione: per chi esercita un'attività a tempo pieno la commutazione di un giorno di pena detentiva in 4 ore di lavoro di pubblica utilità è molto più incisiva rispetto a chi invece non lavora. Viene pertanto proposta la seguente formulazione: «Quattro ore di lavoro di pubblica utilità corrispondono a un giorno di pena detentiva. Alle persone che esercitano un'attività a tempo parziale o che non ne esercitano alcuna, si applica un fattore di commutazione adeguatamente aumentato». Secondo ISP l'equivalenza tra un giorno di lavoro e un giorno di detenzione dovrebbe basarsi sulla giornata lavorativa ordinaria di un lavoratore medio, per cui il lavoro di pubblica utilità dovrebbe essere di circa otto ore al giorno. Secondo FSFP il calcolo dovrebbe fondarsi su una giornata lavorativa di almeno sei ore.
È ritenuto giusto che il condannato possa richiedere il lavoro di pubblica utilità121. Tuttavia, l’apprezzamento del giudice deve sempre avere la precedenza (FSFP). Allo stesso modo VS critica che la modalità di esecuzione venga lasciata alla scelta del condannato piuttosto che a una decisione da parte di un'autorità. Non vengono infatti fissati requisiti in merito al tipo di reato, agli eventuali precedenti e alla persona del condannato, ma è sufficiente la sua richiesta. Secondo CAIS il consenso del condannato non dovrebbe essere un presupposto necessario per eseguire la pena sotto forma di lavoro di pubblica utilità. Tale condizione infatti permette al condannato di non richiedere proprio questa modalità di esecuzione oppure di non presentarsi sul posto di lavoro per raggiungere il proprio obiettivo, ossia non dover lavorare e scontare una pena detentiva sostitutiva. Secondo OW sarebbe necessario specificare che il lavoro di pubblica utilità può essere interrotto dall'autorità esecutiva (e non dal giudice) se, nonostante diffida, non viene eseguito correttamente.
Alcuni partecipanti ritengono che dall'articolo 79a capoverso 2 AP-CP vada stralciata la possibilità di prestare il lavoro di pubblica utilità a favore di persone bisognose. Un tale impiego infatti non è sempre considerato di pubblica utilità, è difficilmente controllabile dall'autorità
118 LU, GR, SG, TG, ZG, ZH; CDDGP, KKLJV; simile NE; CAIS.
119 LU, GR, SG, TG, SH, ZG; CDDGP, KKLJV.
120 NE, SH, ZG, ZH; CAIS.
121 Anche CP, USAM e CVAM criticano che nel diritto vigente la richiesta non deve essere presentata dall'autore del reato.