Rapporto sui risultati
Consultazione 2010/83: Disposizione costituzionale di carattere generale sul servizio universale · 18 pagine
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si ravvisa né un’emergenza né un’evoluzione preoccupante che renda necessario un intervento legislativo in materia11. Molti partecipanti ritengono che il disciplinamento settoriale nella legislazione speciale costituisca l’approccio adeguato e auspicano che anche in avvenire si proceda in tal modo in quanto giudicano inopportuno inserire nella Costituzione una disposizione intersettoriale di carattere generale12.
Ha inoltre raccolto aspre critiche il carattere dichiarativo, simbolico e politico del progetto: la disposizione non ha effetti diretti e non è possibile dedurne alcun diritto.13 Tuttavia, secondo molti partecipanti, ciò non è palese, ragion per cui la disposizione potrebbe suscitare aspettative alle quali non sarebbe possibile dar seguito14. Ritengono inoltre opportuno rinunciare all’adozione della norma proposta, poiché troppe disposizioni di carattere programmatico privano la Costituzione federale della sua forza normativa15 e non vi è necessità giuridica di integrare principi programmatici nella Costituzione16. Anche le norme costituzionali devono presentare un certo grado di applicabilità17. Una nuova disposizione avrebbe senso soltanto se formulata in modo più preciso e vincolante e se posizionata altrove nonché se fossero definite le ripercussioni finanziarie per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni18.
Anche il carattere intersettoriale dell’avamprogetto incontra resistenze. Gli ambiti a cui si fa riferimento sono troppo diversi per poterli disciplinare con una disposizione di carattere generale19, e l’avamprogetto non tiene neppure debitamente conto delle importanti differenze geografiche e demografiche delle varie regioni20. Di sopraggiunta è poco chiaro il nesso con le altre disposizioni costituzionali21. Due consultati temono persino che un disciplinamento di carattere generale possa indebolire il servizio universale in quanto la molteplicità degli ambiti interessati richiede imperativamente almeno un minimo comune denominatore applicabile a tutti i settori. In questo modo si rischierebbe addirittura di giustificare la riduzione di servizi che oltrepassano il minimo fissato dalla Costituzione federale22.
Alcuni oppositori dell’avamprogetto affermano che è impossibile formulare una definizione generalmente valida e illimitata per il servizio universale e che l’adozione della disposizione proposta ingabbierebbe la struttura del servizio universale, di modo da non consentire di tener conto dei continui mutamenti in atto nella politica, l’economia e la società e di mettere in pericolo la qualità del servizio universale. Per tali motivi sarebbe preferibile mostrarsi aperti ai mutamenti piuttosto che sancire norme costituzionali23.
Alcuni pochi partecipanti ritengono probabili ripercussioni finanziarie imprevedibili per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni in caso di adozione del progetto24. Sovraccaricando lo Stato si rischia di indebolirlo.25 Si teme pure che l’adozione della disposizione comporti un massiccio rincaro delle prestazioni fornite nell’ambito del servizio universale poiché
11 NW, SG; PPD, UDC; ASTAG, economiesuisse, FER, FRS, kf, USAM, TCS.
12 BE, BL, GE; PPD, PLR; economiesuisse, Forum dell’energia, FER, FRS, interpharma, UTP, AES.
13 AI, AR, BE, BL, GE, NE, SG, SO, SZ, TG, TI, ZG; PPD, UDC; ASTAG, AES, USIE.
14 AI, GE, NW, SO, TI, VD; UDC.
15 AI, BL, NE, SO, SZ; costruzionesvizzera, ASB.
16 BE.
17 UDC.
18 GE.
19 AR, BE, BL; Media, interpharma, kf, AES, USIE.
20 VD.
21 SZ.
22 Economiesuisse, ASB.
23 PLR, CDS; ASTAG, Centre Patronal, FRS.
24 PPD; ASTAG, FRS.
25 SO.