Rapporto sui risultati

Consultazione 2011/71: Divieto parziale dei cartelli con possibilità di giustificazione: modifica dell'articolo 5 della legge sui cartelli conformemente alla decisione del Consiglio federale del 17 agosto 2011 · 19 pagine

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Rapporto sui risultati della consultazione in forma di conferenza del 5 ottobre 2011

scienceindustries ritiene che la proposta non consideri le conseguenze economiche. scienceindustries sottolinea che, in base alle conoscenze economiche e teoriche, gli effetti negativi degli accordi verticali si evidenziano solo nel caso di imprese con un potere di mercato significativo.

ZHAW è del parere che gli accordi orizzontali e verticali debbano essere sottoposti a normative diverse e sottolinea che nessuna autorità della concorrenza e nessun legislatore o esperto prevede motivi giustificativi per degli accordi orizzontali rigidi.

VIPS ritiene che, con la soppressione dell’esame dell’importanza, l’esigenza di motivi giustificativi ha come risultato di estendersi ad accordi che ostacolano solo in modo insignificante, o non ostacolano affatto, la concorrenza, il che porta di fatto a un divieto generale, mentre alcuni accordi – soprattutto quelli verticali – generano spesso effetti positivi riconosciuti sul piano economico.

L’ASA, VIPS, il Centre patronal, la FH, Infra, Promarca, la SSIC, scienceindustries,

l’USS, l’USIC e Amstutz e Reinert fanno notare che in occasione della consultazione del 30 giugno 2010 il Consiglio federale proponeva una revisione contraria a quella presentata nella terza consultazione.

Anche economiesuisse rileva il cambiamento di proposta rispetto alla prima consultazione in materia di accordi verticali e chiede che siano meglio presentati i motivi del nuovo orientamento.

Apprezzamento del franco svizzero

economiesuisse dubita che la terza parte della revisione del diritto dei cartelli sia un mezzo adeguato contro le conseguenze del forte apprezzamento del franco svizzero. economiesuisse chiede misure politiche atte a eliminare gli ostacoli statali all’ingresso sul mercato e ad aprire l’economia svizzera nei confronti dell’estero. economiesuisse deplora il fatto che gli interventi e le decisioni quali il prezzo unico del libro, il rifiuto di un accordo di libero scambio nel settore agricolo o l’indebolimento del principio Cassis-de-Dijon sfocino nell’adozione di misure protezionistiche e rafforzino l’isola dei prezzi elevati svizzera.

Il Centre patronal precisa che, visto l’argomento fornito nel rapporto esplicativo «controbilanciare il trasferimento dei vantaggi valutari giudicato globalmente insufficiente», dovrebbero essere interessati solo i beni importati in Svizzera. Inoltre, il Centre patronal ritiene che anche gli abusi di posizione dominante o le concentrazioni di imprese potrebbero avere delle conseguenze sul trasferimento dei vantaggi valutari, ma il progetto di revisione non include né l’articolo 7, né gli articoli 9 - 11 LCart.

Infra e la SSIC ritengono che l’adeguamento dell’articolo 5 non sia il mezzo adeguato nell’ambito della problematica del franco forte (altri mezzi: soppressione degli ostacoli tariffari al commercio, attuazione del principio Cassis-de-Dijon, autorizzazione completa delle importazioni parallele).

Promarca, Swiss Retail Federation, scienceindustries, VIPS e l’AGVS reputano che la

revisione non sia una soluzione alla problematica del franco forte. Anche la FER, la FH e Orange dubitano che il previsto inasprimento dell’articolo 5 sia un mezzo adeguato per attenuare le conseguenze negative della forza del franco.

La SSIC sottolinea che la forza del franco non può essere «corretta» dal diritto dei cartelli.

L’ASA dubita che la misura proposta possa porre rimedio al problema del franco forte.

SwissHoldings considera la proposta inappropriata e opportunista rispetto alla problematica del franco forte.

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