Rapporto sui risultati

Consultazione 2012/10: Ordinanza relativa al Quadro nazionale delle qualifiche per i titoli della formazione professionale · 25 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 15Fedlex · Rapporto sui risultati

Indagine conoscitiva sull’ordinanza relativa al Quadro nazionale delle qualifiche per i titoli della formazione professionale

5 Allegati

5.1 Pareri specifici relativi al QNQ-CH

Data la forte eterogeneità, i pareri sono elencati in base ai partecipanti che li hanno formulati.

• Secondo Swissmem la descrizione degli otto livelli è coerente e tecnicamente corretta.

• Diversi membri di Dualstark, SVOAM e SPAS non capiscono perché nel QNQ-CH e nel QEQ

vengano impiegate categorie e descrizioni differenti per i livelli. Secondo loro si tratta di un ostacolo alla comparabilità internazionale. Anche SVEB propone di usare il termine «competenze» al posto di «competenze di transfer».

• Secondo BCH l’ordinanza dovrebbe dire chiaramente che il QNQ-CH corrisponde al QEQ. Anche

SKR ritiene necessario indicare il riferimento al QEQ.

• SUK, EVS, SBK e SVBG chiedono di verificare la compatibilità delle descrizioni dei livelli con il

nqf.ch-HS ed eventualmente di adeguarle.

• Secondo VSEI il QNQ-CH è abbastanza chiaro da garantire la comparabilità con i titoli europei.

• IAF e FPVS lamentano la complessità linguistica e l’astrattezza dei livelli, che in alcuni casi

richiederebbero un notevole lavoro interpretativo. Sarebbe infatti difficile applicare in modo coerente distinzioni così sottili a qualifiche professionali piuttosto varie e diverse fra loro. IAF auspica dunque definizioni più concrete e distinzioni comprensibili anche agli operatori del mercato della formazione e del lavoro.

• Bankiervereinigung lamenta l’uso eccessivo di attributi al livello 8.

• Swissuni trova che le descrizioni dei livelli siano estremamente generiche e si stupisce del numero

di categorie e del loro andamento parallelo. Inoltre, si chiede come sia possibile includere nella formazione professionale i «settori di ricerca» oppure se ciò presupponga già implicitamente l’integrazione nel QNQ-CH delle scuole universitarie.

• ETH-Rat critica soprattutto la gerarchizzazione del QNQ-CH, in cui gli otto livelli stabiliscono un

ordine inadeguato e fortemente unidimensionale che discrimina i titoli della formazione professionale, collocati ai livelli più bassi. Propone quindi una ripartizione neutra. Inoltre, ETH-Rat giudica problematica l’inclusione delle competenze dirigenziali pratiche perché derivano in gran parte dall’esperienza professionale e possono essere acquisite solo in misura limitata durante la formazione professionale. Inoltre, nella maggioranza dei casi gli aspetti dirigenziali vengono trattati solo in parte nella formazione professionale formale. Lo stesso vale per le competenze personali, la cui valutazione lascia ampi margini di interpretazione.

• GE nota che dal livello 2 del QNQ-CH in poi le descrizioni sottolineano esplicitamente l’esperienza

professionale. GE teme che in questo modo si penalizzi la formazione scolastica a tempo pieno e chiede che quest’ultima, insieme alle formazioni duali, venga equiparata anche rispetto alle descrizioni dei livelli.

• Secondo OdASanté occorre rivedere i livelli dal 6 all’8, nei quali non vengono descritte le

competenze relative a temi quali istruzione, insegnamento e consulenza, il cui ruolo in questo contesto diventa sempre più importante. In particolare vengono segnalati i seguenti aspetti:

o alcune formulazioni come «possedere conoscenze di cultura generale», «il lavoro può essere soggetto a supervisione» oppure «compiti piuttosto difficili» sarebbero ambigue e andrebbero specificate;

o la distinzione fra sapere e comprendere sarebbe poco sensata in quanto il sapere senza comprensione è inutilizzabile. Sarebbe meglio parlare di sapere dichiarativo;

o l’inserimento di comportamenti rilevanti sotto il profilo dirigenziale sia fra le competenze professionali sia fra quelle personali riguarderebbe l’idea di direzione, basata su aspetti tanto personali quanto professionali. Si tratta dunque di un concetto unico e indivisibile; o la distinzione tra «comportarsi in modo sociale» e «comportarsi in modo responsabile» non è chiara;

o le competenze di transfer del quadro delle qualifiche comprendono le competenze dirigenziali, i cui requisiti ai livelli 7 e 8 sono definiti in maniera estremamente precisa. Non è chiaro però come influiscono sulla classificazione;

• Secondo BCH occorre far capire meglio in cosa consiste il «valore aggiunto» di ogni livello

superiore successivo. A tal fine sarebbe utile evidenziare le differenze di ogni livello rispetto a quello precedente.

• Secondo SGB le competenze di transfer si potrebbero limitare alle competenze personali.

512.164/2011/07633 \ COO.2101.108.5.1542186 15/25