Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/77: Ordinanza sui documenti d'identità dei cittadini svizzeri (Ordinanza sui documenti d'identità, ODI) e modifica dell'orodinanza del DFGP sui documenti d'identità dei cittadini svizzeri · 19 pagine

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- «in caso di richiesta di rilascio di una carta d’identità, esiste già una carta d’identità valida»;

- «in caso di richiesta di rilascio di un passaporto, esiste già un passaporto scaduto da non più di 5 anni».

Anche VS giudica illogico l’obbligo di presentare una notifica di perdita per i documenti d’identità scaduti da tempo e richiede pertanto il medesimo adeguamento proposto da BE.

BL rileva che, nell’ambito di tale progetto, i Comuni non dispongono di tutte le informazioni necessarie (in particolare le informazioni relative alle persone che detengono l’autorità parentale per quanto concerne le richieste di un documento d’identità di minori). Non esistendo un registro sull’autorità parentale, neanche l’ufficio cantonale dei passaporti dispone dello strumento opportuno per effettuare la verifica richiesta dalla LDI. A tale riguardo, BL ritiene essenziale elaborare una soluzione a livello federale.

L’AVDCH richiama l’attenzione sulla collaborazione con le autorità cantonali e sulle diverse varianti proposte ai Comuni. La soluzione che prevede di integrare nella richiesta la foto e la firma tramite scanner permetterebbe ai Comuni più piccoli di continuare a trattare le richieste di CID con pochi investimenti. L’AVDCH si chiede se sussista l’obbligo di partecipazione ai costi per le foto fatte in loco e s’interroga su chi regoli tale obbligo. Chiede infine che sia concesso tempo sufficiente per l’introduzione della nuova procedura.

Il CP osserva con soddisfazione che la CID sprovvista di chip continuerà a essere rilasciata e sarà possibile richiederla presso i Comuni. Non solleva inoltre alcuna obiezione nei confronti della nuova procedura, tanto più che essa risulta in linea con la strategia di eGovernment della Confederazione. Il CP approva gli adeguamenti delle ordinanze sui documenti d’identità. Sottolinea inoltre che i Comuni dovranno far fronte a investimenti in vista della nuova procedura. Se nell’ambito dell’indagine conoscitiva i Comuni dovessero opporsi a tale punto, occorrerà verificare la possibilità di copertura da parte della Confederazione di parte dei costi risultanti per i Comuni. Nella ripartizione degli emolumenti tra i Comuni e i Cantoni, spetta ai Cantoni tener conto delle eventuali oscillazioni dei costi.

Egalité handicap sottolinea che ancora non tutti gli edifici delle amministrazioni comunali sono accessibili ai disabili. L’attuale articolo 12 capoverso 4 non è abbastanza preciso da impedire discriminazioni dirette nella prassi quotidiana. Alla luce dell’esatta definizione di

Revisione concernente le ordinanze sui documenti d’identità – Rapporto sui risultati dell’indagine conoscitiva