Rapporto esplicativo

Consultazione 2014/32: Modifica del Codice delle obbligazioni (Diritto della società anonima) · 209 pagine

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− le indennità di partenza pattuite per contratto o previste nello statuto; non sono

considerate indennità di partenza le retribuzioni dovute fino alla fine del rapporto contrattuale (cfr. art. 735c cpv. 1 e 2 in combinato disposto con art. 626 cpv. 2 n. 2);

− le retribuzioni anticipate (cfr. art. 735c cpv. 1 n. 6);

− le provvigioni per l’assunzione o il trasferimento di imprese o parti d’impresa

(cfr. art. 735c cpv. 1 n. 7).

La corresponsione o la percezione delle citate retribuzioni è pure passibile di pena se gli atti sono commessi nell’ambito di un gruppo di imprese (cfr. art. 735d n. 1 in combinato disposto con art. 735c cpv. 1 n. 1, 6 e 7).

Invece la corresponsione o la percezione delle rimanenti retribuzioni che l’avamprogetto limita non deve essere passibile di pena. Ciò vale ad esempio per alcune indennità/retribuzioni non usuali sul mercato (cfr. art. 735c cpv. 1 n. 2−4), per i premi d'assunzione che non compensano uno svantaggio finanziario chiaramente comprovabile (art. 735c cpv. 1 n. 5) o per determinate retribuzioni i cui principi non sono previsti dallo statuto (p. es. mutui, crediti o l’attribuzione di titoli di partecipazione; cfr. art. 735c cpv. 1 n. 8 e 9). L’estensione della punibilità a tutte le retribuzioni vietate potrebbe essere auspicabile sotto il profilo della coerenza. Vi si oppongono tuttavia i motivi indicati al capitolo 1.3.5.3. Inoltre, queste retribuzioni non sono vietate di per sé.

Ciò non mette tuttavia al riparo da una pena ad esempio i membri del consiglio d’amministrazione che corrispondono o percepiscono retribuzioni vietate non previste nell’articolo 154 capoverso 1 AP CP. A determinate condizioni questi comportamenti possono realizzare la fattispecie dell’amministrazione infedele (art. 158 CP).

L’autore realizza la componente soggettiva della fattispecie se agisce con dolo diretto (cfr. sotto i commenti del capoverso 3).

La comminatoria penale è conforme all’articolo 95 capoverso 3 lettera d Cost. e consiste nella pena detentiva fino a tre anni e nella pena pecuniaria. Oltre alla pena detentiva, il giudice deve quindi obbligatoriamente pronunciare una pena pecuniaria, come ad esempio è il caso anche per l’articolo 135 capoverso 3 CP (rappresentazione di atti di cruda violenza), per l’articolo 182 capoverso 3 CP (tratta di esseri umani) o per l’articolo 305bisnumero 2 CP. Contrariamente a quanto dispone l’articolo 42 capoverso 4 CP, una pena pecuniaria deve obbligatoriamente essere irrogata anche in caso di pena detentiva senza condizionale o con la condizionale parziale. Se sono date le necessarie condizioni, queste sanzioni (pena detentiva e pena pecuniaria) possono però essere inflitte con la condizionale o la condizionale parziale (art. 42 segg. CP). La sanzione irrogata nel singolo caso – vale a dire la pena detentiva e la pena pecuniaria – deve, nel suo complesso essere adeguata alla colpa dell’autore (art. 47 CP).

Capoverso 2

Il capoverso 2 dell’articolo 154 AP CP riassume nei suoi numeri 1−3 le infrazioni che ledono i diritti di partecipazione degli azionisti nelle società quotate in borsa.

Diversamente dal capoverso 1 dell’articolo 154 AP CP, la cerchia dei possibili autori viene limitata ai membri del consiglio d’amministrazione per motivi di proporzionalità, in particolare perché la preparazione dell’assemblea generale e l’esecuzione delle sue deliberazioni sono attribuzioni intrasmissibili e inalienabili del consiglio