Rapporto esplicativo
Consultazione 2014/32: Modifica del Codice delle obbligazioni (Diritto della società anonima) · 209 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 38Fedlex · Rapporto esplicativo
Il diritto penale garantisce una protezione elementare126 dell’ordine sociale. Il potere punitivo dello Stato, in quanto massimo strumento coercitivo, dev’essere applicato soltanto ai comportamenti che nuocciono127 in modo particolarmente grave alla società. Il principio di proporzionalità sancito dalla Costituzione (art. 5 cpv. 2, art. 36 cpv. 3 Cost.) dev’essere rispettato. Il ricorso al diritto penale, che interviene pesantemente nella libertà e nei diritti di proprietà dell’individuo, è giustificato soltanto quando tutti gli altri mezzi offerti dal diritto civile o amministrativo e gli strumenti di politica sociale non sono sufficienti per inibire un comportamento reprensibile (sussidiarietà del diritto penale). Lo Stato deve dunque ricorrere al diritto penale con moderazione e soltanto come ultima ratio128.
Il pubblico clamore suscitato dalle retribuzioni eccessive, talvolta versate dalle imprese anche in momenti di difficoltà economica, sollevano un sentimento di scontento e indignazione nell’opinione pubblica. Questi sentimenti sono emersi con chiarezza nel contesto dell’accettazione dell’iniziativa popolare «contro le retribuzioni abusive». È però dubbio che spetti al diritto penale, in quanto estremo rimedio, di punire questo tipo di comportamenti. Tantopiù che il vigente diritto societario, OReSA129 compresa, e il presente avamprogetto prevedono già tutta una serie di strumenti che consentono agli azionisti di influire sulla politica delle retribuzioni (sussidiarietà del diritto penale). Si pensi ad esempio all’azione di restituzione (cfr. art. 678, art. 697k), all’azione di responsabilità (cfr. art. 754 CO), alla contestabilità o nullità delle decisioni degli organi (art. 706 segg., art. 714 CO), alla concretizzazione dell’obbligo di diligenza del consiglio d’amministrazione e della direzione in materia di retribuzioni (cfr. art. 717 cpv. 1bis), alla possibilità di revocare ad esempio i membri del consiglio d’amministrazione che si comportano scorrettamente (art. 705 cpv. 1 CO), alla facoltà dell’assemblea generale di deliberare sulle retribuzioni (cfr. art. 735, art. 18 seg. OReSA) e al trattamento fiscale riservato alle retribuzioni molto elevate (cfr. art. 59 cpv. 3 AP LIFD). Infine, nei confronti dei membri scorretti della direzione generale si possono anche adottare i provvedimenti previsti dal diritto del lavoro (p. es. disdetta del rapporto di lavoro e domanda di risarcimento).
Reati perseguiti d’ufficio
L’articolo 95 capoverso 3 Cost. non specifica se i reati previsti debbano essere perseguiti d’ufficio o a querela di parte. Nel vigente diritto penale, la maggior parte delle fattispecie prevede il perseguimento d’ufficio dei reati. I reati perseguiti a querela di parte sono invece perseguiti penalmente soltanto se l’avente diritto rilascia una corrispondente dichiarazione di volontà (art. 30 segg. CP). Secondo la dottrina dominante, il legislatore deve subordinare il perseguimento di un reato alla presentazione di una querela quando sia adempiuta almeno una delle seguenti condizioni: a) quando la natura illecita del reato è poco grave; b) quando il perseguimento incide in genere pesantemente sulla sfera privata della vittima; c)
126 In quanto tutela dei valori fondamentali dell’ordine sociale, dei beni essenziali per la sopravvivenza, dei valori fondamentali della vita. Cfr. FRANZ RIKLIN, Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner Teil, terza edizione, Zurigo 2007, § 4 N 8.
127 Ossia le lesioni di beni giuridici che oltre alla vittima danneggiano anche la società in generale, che mettono a repentaglio la pace sociale; cfr. KURT SEELMANN, Strafrecht Allgemeiner Teil, 5a ed., Zurigo 2012, pag. 6 segg.
128 Cfr. FRANZ RIKLIN, ibid., § 4 N 4 segg.; KURT SEELMANN, ibid., pag. 6 segg.; PETER ALBRECHT, Strafrecht ohne Recht? ZStrR 04/2013, pag. 387.
129 RS 221.331.