Rapporto esplicativo

Consultazione 2014/32: Modifica del Codice delle obbligazioni (Diritto della società anonima) · 209 pagine

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quando il perseguimento potrebbe compromettere uno stretto legame personale tra la vittima e l’autore del reato130.

Il fatto che le infrazioni qui esaminate tocchino principalmente gli interessi patrimoniali e i diritti di partecipazione degli azionisti, rispettivamente i loro diritti in materia di trasparenza, e quindi i loro interessi privati, fa propendere per il perseguimento a querela di parte, e così pure la natura del diritto della società anonima, governata da principi economici e di diritto privato. Infine, nell’ambito della procedura di consultazione relativa all’avamprogetto di OReSA (allora ORAbu), un certo numero di interpellati si era espressa a favore di questa opzione.

Alla luce delle riflessioni che seguono, il perseguimento d’ufficio si presenta tuttavia come la soluzione più coerente.

Anzitutto è dubbio che gli azionisti siano direttamente toccati nei loro interessi patrimoniali, ovvero se possano far valere un interesse giuridicamente protetto. In caso di amministrazione infedele (art. 158 CP) ai danni di una società anonima, ad esempio, soltanto quest’ultima ha statuto di parte lesa, e non gli azionisti131. Inoltre, il perseguimento a querela di parte implica il rischio che il querelante concluda un accordo di conciliazione con l’imputato, con conseguente abbandono del procedimento (art. 316 CPP132). Se l’imputato dispone di importanti risorse finanziarie, è per così dire in grado di comperare la sua impunità. Ma una simile evenienza sarebbe precisamente contraria allo spirito della nuova disposizione costituzionale. Per finire, oltre agli interessi privati dagli azionisti, i reati previsti possono ledere anche l’economia in generale133. In questa cornice, esiste innegabilmente un interesse pubblico al perseguimento penale dei reati in questione, perlomeno in alcune costellazioni. Per tutte queste ragioni, l’avamprogetto prevede il perseguimento d’ufficio per i reati in questione.

Pene comminate

Il principio costituzionale di proporzionalità (art. 5 cpv. 2, art. 36 cpv. 3 Cost.), valido non solo per le autorità di applicazione ma anche per il legislatore, esige che la pena comminata corrisponda, vale a dire sia proporzionale, al danno causato dal reato.134 Le pene previste devono essere graduate in funzione della gravità della lesione del bene giuridico protetto e in armonia con il resto delle fattispecie previste dal diritto penale.135 Le sanzioni definite all’articolo 95 capoverso 3 lettera d Cost., il quale prevede la pena detentiva fino a tre anni e la pena pecuniaria fino a sei retribuzioni annuali, vengono dunque articolate in modo differenziato (cfr. art. 154 cpv. 1 e 2 AP CP, art. 76 cpv. 1 AP LPP). Infatti, i comportamenti sanzionati dalla disposizione costituzionale non hanno tutti la stessa gravità. In termini di gravità,

130 Cfr. CHRISTOPH RIEDO, Basler Kommentar Strafrecht I, 2 a ed., Basilea 2007, ante art. 30 N 9 e rimandi.

131 MARCEL ALEXANDER NIGGLI, Basler Kommentar Strafrecht II, seconda edizione, Basilea 2007, art. 158 N 151.

132 Codice di diritto processuale penale svizzero del 5 ott. 2007 (Codice di procedura penale, CPP; RS 312.0).

133 Cfr. al riguardo l’ingresso dell’art. 95 cpv. 3 Cost: «Per tutelare l’economia [...].»

134 DTF 123 IV 29 consid. 4c.

135 Cfr. al riguardo anche il rapporto esplicativo concernente legge federale sull’armonizzazione delle pene nel Codice penale, nel Codice penale militare e nel diritto penale accessorio, cap. 1.4. cfr.: http://www.ejpd.admin.ch/content/ejpd/it/home/themen/sicherheit/ref_gesetzgebung/ref_s trafrahmenharmonisierung.html