Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/39: Legge federale sull'ottimizzazzione delle misure collaterali alla libera circolazione delle persone · 17 pagine

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TI giudica la proposta positivamente, considerando prioritario il ruolo delle parti sociali nella lotta alle distorsioni del mercato dei lavoro.

JU, sic svizzera e Travail.Suisse si attendono che la procedura proposta avrà tempi più rapidi rispetto a quella attuale.

Angestellte Schweiz giudica la proposta utile, in quanto rafforza il partenariato sociale.

BS e CP non hanno obiezioni rispetto a una procedura avviata su richiesta delle parti sociali, ma sottolineano l’importanza di fornire la prova dell’irregolarità commessa.

c. Proposte

ISOLSUISSE e suissetec ritengono errata la definizione «offerte durate di lavoro inferiori» di cui all’articolo 1a capoversi 1 e 2.

4.2.5 Possibilità di prorogare una sola volta e per una durata limitata

l’obbligatorietà generale in caso di mancato raggiungimento del quorum dei datori di lavoro (art. 2 paragrafo 3bisLOCCL)

36 partecipanti (ZH, SZ, NW, GL, ZG, SO, BS, BL, SH, AR, SG, GR, TG, PPD, PLR, UDC, usam, Unione svizzera degli imprenditori, usc, SSIC, CDEP, TPK BL, una maggioranza di KAMKO, CP, IHK, Vereinigung Zürcherischer Arbeitgeberorganisationen, Industrieverein Appenzell Ausserrhoden, senesuisse, Handelskammer beider Basel, FSV, Solothurner Handelskammer, camera di commercio, up! schweiz, Forum PMI, Gewerbeverband Basel-Stadt, Gastrosuisse) si dichiarano contrari all’avamprogetto, mentre 28 partecipanti (BE, UR, OW, AI, AG, TI, VD, VS, NE, GE, PBD, PES, PSS, Unione delle città svizzere, sic svizzera,

CSME, TAK, TPK SZ, Syna, FER, ISOLSUISSE, suissetec, Associazione imprese svizzere servizi di sicurezza, USIC, Angestellte Schweiz, UAPG, CFM, USM) si dichiarano a favore.

Travail.Suisse approva la proposta con riserva, poiché ritiene necessari ulteriori interventi.

a. Motivazione dei contrari

BS, SG, TG, usc, SSIC, IHK, Vereinigung Zürcherischer Arbeitgeberorganisationen, FSV, Solothurner Handelskammer e Gastrosuisse bocciano la proposta definendola problematica, in quanto consentirebbe a una minoranza di datori di lavoro di imporre condizioni lavorative minime a una maggioranza, venendo meno al carattere rappresentativo della disciplina. Secondo senesuisse la proposta mette profondamente in discussione il significato originario del partenariato sociale e il senso dei CCL, dal momento che la riduzione o eliminazione del quorum dei datori di lavoro avrebbe come conseguenza che un intero ramo debba sottostare a condizioni lavorative che ne ignorano completamente gli interessi.

SH non trova alcun motivo che giustifichi una deviazione dal quorum dei datori di lavoro; la procedura genererebbe incomprensioni e incertezza giuridica nei soggetti coinvolti e il conferimento agevolato del carattere obbligatorio perderebbe in termini di consenso.

Il PPD sottolinea che la legittimità democratica del conferimento del carattere obbligatorio non deve essere scalfita. PLR e usam escludono una messa in discussione dei principi fondamentali del conferimento del carattere obbligatorio. L’Unione svizzera degli imprenditori e la SSIC non considerano ragionevole né praticabile uno spostamento unilaterale

dell’equilibrio a favore dei lavoratori.

L’UDC e Solothurner Handelskammer vedono la proposta come l’introduzione di un’adesione obbligatoria di carattere informale.

Secondo usam compete ai datori di lavoro adeguare per tempo il livello di organizzazione e acquisire il numero di membri necessario al raggiungimento del quorum dei datori di lavoro.

La camera di commercio reputa le disposizioni esistenti sufficienti e non vede la necessità di adeguarle.