Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/39: Legge federale sull'ottimizzazzione delle misure collaterali alla libera circolazione delle persone · 17 pagine

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compatibilità con il disegno di legge sull’attuazione dell’iniziativa «Contro l’immigrazione di massa», attualmente in fase di elaborazione.

GE, CSME, Unione delle città svizzere e TI considerano l’avamprogetto un segnale forte della volontà di mantenere e rafforzare le misure collaterali nel contesto incerto dell’attuazione dell’iniziativa «Contro l’immigrazione di massa», e lo accolgono positivamente. AI sostiene l’avamprogetto, sebbene l’approvazione dell’iniziativa «Contro l’immigrazione di massa» stia tenendo le misure collaterali in sospeso. La CFM approva la direzione presa con

l’ottimizzazione delle misure collaterali nel contesto dell’iniziativa «Contro l’immigrazione di massa», perché si tratta di strumenti statali di controllo dell’immigrazione atti a individuare e sanzionare facilmente le irregolarità delle condizioni lavorative e salariali.

NE osserva che la libera circolazione delle persone non ha portato a una forte pressione salariale. Al contrario, non si sarebbero osservate pressioni né sui salari né sul mercato del lavoro. La votazione del 9 febbraio 2014 avrebbe però messo in luce un diffuso timore di una pressione sui salari, da qui la necessità di rafforzare i controlli e il monitoraggio del mercato del lavoro. Tale posizione è condivisa da USS, sic svizzera e gbs. BS osserva che le misure collaterali offrirebbero una tutela efficace dal dumping salariale e sociale e che non si è riscontrata alcuna pressione salariale, ma che la necessità di intervenire non è infondata.

Secondo AI, AG e VS gli adeguamenti proposti sono moderati e migliorano efficacemente l’implementazione delle misure collaterali.

FER, Angestellte Schweiz e CFM chiedono, oltre alla revisione delle misure collaterali proposta, una standardizzazione delle prassi nei Cantoni e un’applicazione coerente degli strumenti delle misure collaterali.

Diversi favorevoli ritengono che l’avamprogetto dovrebbe spingersi oltre e domandano ulteriori misure a tutela delle condizioni salariali e lavorative svizzere, nonché la lotta agli abusi (TI, NE, PBD, PES, PSS, USS, sic svizzera, Travail.Suisse, Syna, Angestellte Schweiz,

UAPG). Vari favorevoli osservano che le misure dovrebbero essere estese al mercato del lavoro, così da rafforzare l’accettazione della libera circolazione delle persone da parte

dell’opinione pubblica.

In particolare chiedono la promozione dei CCL che stabiliscono salari minimi obbligatori (PES), il carattere obbligatorio generale ai CCL di interesse pubblico (PES, PSS, USS), la semplificazione del carattere obbligatorio generale ai CCL (Travail.Suisse, gbs), l’abolizione del quorum dei datori di lavoro (PSS, USS, Syna), l’emanazione preventiva di contratti normali di lavoro (CNL) di interesse pubblico (PSS, USS, Travail.Suisse, Syna), una migliore tutela dei rappresentanti dei lavoratori (PES, PSS, USS), il rafforzamento dei controlli nelle regioni di frontiera (PES), interruzioni di lavoro presso i cantieri (PSS, USS, VD, UAPG), la valutazione e verifica o introduzione di ulteriori misure di contrasto al fenomeno dei falsi indipendenti (Travail.Suisse, Syna, TI), anche nell’ambito della responsabilità del subappaltatore (Travail.Suisse), l’autorizzazione di accesso ai cantieri per le organizzazioni dei lavoratori (USS) o il rafforzamento della sorveglianza della Confederazione sull’implementazione delle misure collaterali (PBD). TI giudica utile prendere in esame ulteriori misure nell’ambito delle misure collaterali anche successivamente all’approvazione dell’iniziativa «Contro

l’immigrazione di massa».

NE propone una revisione integrale delle misure collaterali alla luce delle esperienze compiute finora.

Oltre a questo, il PBD chiede misure contro la carenza di personale specializzato, per esempio maggiori opportunità di lavoro per le donne che lavorano e gli ultracinquantenni, una campagna di formazione con percorsi abbreviati come contributo alla disaccademizzazione nei rami dove manca personale specializzato, nonché un celere inserimento dei rifugiati riconosciuti nel mercato del lavoro per ridurre l’assunzione di personale straniero. Per una rapida attuazione di queste misure, il PBD chiede un organo di coordinamento composto da rappresentanti del Consiglio federale, dei Cantoni, dell’economia e degli interlocutori sociali.