Rapporto sui risultati
Consultazione 2014/82: Ordinanze di esecuzione concernenti la nuova legislazione «Siwssness» · 40 pagine
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Diritto di esecuzione «Swissness» - Rapporto concernente i risultati della procedura di con-
sultazione
invece la soppressione di qualsivoglia periodo di transizione. SKW e VTL si esprimono a favore di una riduzione del periodo di transizione a un anno o a sei mesi dall'entrata in vigore del pacchetto Swissness. SBC e Swissmem rifiutano una riduzione del previsto periodo di transizione di due anni adducendo che le importanti modifiche imposte dalla legge pongono le aziende di fronte a grandi sfide.
AG, JU e IHZ chiedono che alle aziende sia concesso più tempo per l'attuazione della legislazione Swissness e auspicano un periodo di transizione più lungo. IG Swiss Made e i suoi membri del settore orologiero ritengono opportuno un periodo di transizione minimo di cinque anni: il tempo necessario per modificare i cicli di produzione e sviluppare le risorse necessarie.
Al fine di tenere conto delle imponenti scorte e dell'auspicata sostenibilità, SHV ed economiesuisse auspicano un'estensione della disposizione transitoria fino all'utilizzo delle scorte di magazzino. Per quanto concerne i pezzi di ricambio Swissmem e SHV auspicano che il periodo di transizione sia fissato a vent'anni (o al minimo a dieci, quindici anni). SHV, FH ed economiesuisse ritengono inoltre che dovrebbe essere possibile prevedere scadenze più lunghe nelle ordinanze di settore. Determinate ordinanze di settore andrebbero infatti oltre i requisiti legali, cagionando un onere di adeguamento particolarmente pesante.
2.1.3 Altre proposte / richieste a. Nuova disposizione relativa alla dimostrazione ai sensi dell'articolo 48d lettera b LPM
Diversi esponenti dell'industria alimentare (tra cui Migros, Diät Vereinigung, IHZ, Chocosuisse, fial) ed economiesuisse auspicano una sostituzione dell'eccezione di cui all'articolo 48d lettera b LPM con una nuova disposizione a livello di ordinanza. Sostengono che la mancanza di chiarezza ad esempio in merito alle modalità di allestimento di un'indagine demoscopica o al numero di documenti ritenuto sufficiente espone il produttore a una grande incertezza giuridica. Fial chiede che la dimostrazione di cui all'articolo 48d lettera b LPM sia in ogni caso considerata effettuata se un produttore presenta un regolamento di settore comprovato secondo cui l'intera produzione deve avvenire in Svizzera e riconosciuto dai tribunali e pertanto imposto nel mercato.
b. Nuova disposizione per l'attuazione in caso di uso abusivo di un'indicazione di provenienza
D. Kraus ritiene che l'esercizio dei diritti in caso di usurpazione di un'indicazione di provenienza svizzera sia un aspetto importante della protezione delle indicazioni di provenienza. Secondo D. Kraus alle vittime di tali abusi dovrebbe essere data la possibilità di impedire la commercializzazione di prodotti recanti un'indicazione di provenienza svizzera abusiva sia in Svizzera sia all'estero.
c. Nuova disposizione relativa alla strategia di attuazione (precisazione dell'articolo 56 capo-
verso 1 lettere b e c LPM)
I Cantoni AG e SG, nonché swisscofel, FRC e VELEDES ritengono che nella LPM andrebbe aggiunta una precisazione relativa alla strategia di attuazione contro l'utilizzo abusivo di un'indicazione di provenienza e auspicano che un'autorità nazionale come l'IPI sia incaricata delle indagini relative agli utilizzi illegittimi delle dichiarazioni di provenienza. La stessa autorità potrebbe fungere da sportello per le associazioni di categoria e le organizzazioni di consumatori.
d. Nuova disposizione relativa all'inversione dell'onere della prova ai sensi dell'articolo 51a LPM
IG Swiss Made (e i suoi membri del settore orologiero) e diverse associazioni di diversi settori (VBF, GastroSuisse, Swissmem, swisscofel, TVS, ecc.) auspicano l'introduzione di una nuova disposizione nell'ordinanza sulla protezione dei marchi che specifichi che l'inversione dell'onere della prova ai sensi
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