Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/88: Iv.pa. 10.431 «Chi abusa di alcol o droghe deve pagare di tasca propria la permanenza in una cella ‹anti-sbornia› o il ricovero in ospedale» · 19 pagine

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CIAO, FVA, GREA puntano su misure combinate di prevenzione strutturale e prevenzione comportamentale (interventi brevi, interventi nelle scuole e presso i genitori, interventi durante le feste). NW, PPD, ChiroSuisse, Juncker, FSAG, ASI, SMV propongono altre misure nel settore della prevenzione comportamentale come campagne d’informazione, programmi di prevenzione nelle scuole e durante manifestazioni, promozione della responsabilità individuale e formazione dei genitori.

CFIG, PEV, FSP, ASI, SMV scorgono un potenziale nella cura ottimizzata dei consumatori a rischio e nella maggiore collaborazione tra ospedali e servizi specializzati in dipendenze per quanto concerne l’assistenza successiva ai ricoveri. FSP porta ad esempio la collaborazione in atto a Zurigo tra l’ospedale universitario (USZ) e il servizio specializzato in problemi correlati all’alcol.

BE, BL, FR, SZ, TI, CDS vedono nel Programma nazionale Alcol (PNA) le opportunità per applicare misure coerenti di protezione dei giovani, attuare programmi nelle scuole e durante manifestazioni nonché effettuare interventi precoci negli ospedali. Anche la CFAL ricorda che il Consiglio federale ha adottato il Programma nazionale Alcol per riuscire a lottare efficacemente contro l’abuso di bevande alcoliche e che la misura proposta è contraria agli sforzi intrapresi. Il PNA si concentra infatti, tra l’altro, anche sulla protezione dei giovani e sull’attuazione delle disposizioni giuridiche in vigore in questo settore. Grazie a informazioni e a piattaforme di scambio, promuove inoltre la collaborazione interdipartimentale nei Cantoni tra le autorità di polizia, quelle della giustizia, le cerchie economiche e gli operatori della salute.

A causa della complessità dei problemi correlati all’alcol e ad altre dipendenze, la SSAM rivendica una politica coerente, efficace e sostenibile che contempli tutte le sostanze psicoattive. L’approccio adottato dall’iniziativa di considerare un aspetto isolato di questa vasta tematica impedirebbe la soluzione duratura dei problemi legati all’alcol e alle dipendenze.

Altri suggerimenti e osservazioni degli oppositori

- BE, BL, BS, FR, SZ, TI, CDS fanno notare che la nuova partecipazione ai costi potrebbe

indurre a diagnosticare agli assicurati LAINF gli eventi come infortuni, dato che la LAINF non prevede nessuna partecipazione ai costi.

- LU sottolinea che un’eventuale assunzione dei costi causati da persone in coma etilico

dovrebbe essere strutturata almeno in modo tale che gli assicuratori malattie siano tenuti a pagare in ogni caso le prestazioni e possano poi rivalersi sulle persone che hanno ecceduto nel bere. Rifiuta fermamente di trasferire i rischi sui fornitori di prestazioni e sui Cantoni.

- VD sarebbe favorevole a una soluzione più moderata, secondo cui occorrerebbe accertare

la possibilità che gli ospedali fatturino agli interessati una parte dei costi di vitto e alloggio causati dalla degenza ospedaliera.

- OSP è dell’opinione che le persone disposte a rischiare il coma etilico dovrebbero mettere

mano al portafoglio versando un importo forfettario. Non si dovrebbe però mettere in discussione il principio secondo cui i costi medico-farmaceutici sono assunti dalle casse malati. L’obbligo per le persone disposte a rischiare il come etilico non dovrebbe perciò essere sancito tramite la LAMal. Anche la CDSC suggerisce di tener conto in modo adeguato e socialmente sostenibile del principio di causalità con una partecipazione ai costi moderata e parziale sotto forma di forfait; la Città di Zurigo ha fatto buone esperienze fatturando importi forfettari calcolati in base alla durata della degenza ospedaliera.

- La CFIG osserva che il progetto non fa distinzione tra assicurati adulti e minorenni. Questo

fatto solleva diverse questioni, in particolare se si esamina la compatibilità con il diritto del minore alla salute previsto nella Convenzione sui diritti del fanciullo, ratificata dalla Svizzera. Nel caso dei minorenni, la collaborazione con i genitori è essenziale.

- AR ritiene che occorra chiamare in causa la responsabilità individuale degli assicurati ma,

in un’ottica liberale, rifiuta di regolamentare eccessivamente la società.