Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/88: Iv.pa. 10.431 «Chi abusa di alcol o droghe deve pagare di tasca propria la permanenza in una cella ‹anti-sbornia› o il ricovero in ospedale» · 19 pagine

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- H+ sottolinea che il legislatore dovrebbe fissare i principi che reggono le prestazioni che

l’assicurazione sociale malattie è tenuta ad assumere. Se si considera che esistono oltre 6 000 malattie e 8 000 cure, non ha alcun senso disciplinare singole prestazioni direttamente in una legge.

- BE chiede di aspettare i risultati dell’esame del postulato della CSSS-N «Assunzione dei

costi per la permanenza in una cella anti-sbornia. Valutazione» (13.4007) affinché tutti gli aspetti del progetto possano essere valutati approfonditamente.

- BL ribadisce che la permanenza in una cella anti-sbornia non è oggetto del progetto. Ag-

giunge tuttavia che, in base al diritto cantonale, l’onere sostenuto dalla polizia in quest’ambito è fatturato ai diretti interessati, ma che il relativo importo è irrisorio (3 200 fr. nel 2013). Questa osservazione documenta quanto la tematica sia irrilevante per BL.

- ZH illustra che, per quanto riguarda la partecipazione ai costi riconducibili al collocamento

in una cella anti-sbornia della polizia, il margine di manovra in relazione all’attuazione è più ampio: oltre alla polizia e alle persone interessate (ed eventualmente ai genitori), non sono coinvolti di regola terzi. Una partecipazione ai costi sembra opportuna ed è anche praticata nel Cantone di Zurigo. Dal profilo organizzativo il tutto si svolge tramite un centro per smaltire la sbornia (Zentrale Ausnüchterungsstelle, ZAS) sito nella città di Zurigo; in merito ai costi che insorgono per le persone che la polizia cantonale porta nel centro esiste un disciplinamento contrattuale con la città di Zurigo. Detto questo, un disciplinamento a livello federale non sembra necessario. I Cantoni e i Comuni dovrebbero continuare a essere liberi di adottare le misure che sembrano loro necessarie e proporzionali in loco.

- Il PEV ritiene che una soluzione basata sul modello del centro per smaltire la sbornia della

città di Zurigo sarebbe possibile. Occorrerebbe esaminare la possibilità di introdurre tali centri su scala nazionale, chiarendo le questioni finanziarie, per trovare una soluzione ai problemi causati dall’eccessivo ricorso al pronto soccorso e dal finanziamento tramite la LAMal.

4.2 Commenti ai singoli articoli del progetto

Qui di seguito figurano le richieste dei sostenitori e degli oppositori. Per quanto riguarda gli oppositori che rifiutano di principio il progetto, si tratta di proposte sussidiarie.

Il progetto comprende un articolo 64a0 e una proposta di minoranza, ossia l’articolo 64a0 «Progetti pilota», che consente al Consiglio federale di autorizzare progetti pilota che prevedono la nuova partecipazione ai costi. I capoversi 1 e 6 prevedono progetti pilota, mentre per il rimanente entrambi gli articoli sono identici. Per questa ragione figurano dapprima i commenti ai singoli capoversi e in seguito un sunto di tutti i commenti ai progetti pilota (n. 4.2.6). Per il capoverso 4, che prevede la possibilità di produrre prove a proprio discarico dimostrando di essere in cura, vi è anche una proposta di minoranza (n. 4.2.3): il progetto prevede che, se l’assicurato è in cura medica da almeno sei mesi per la dipendenza da alcol, si presume che il consumo eccessivo di alcol non sia imputabile a sua colpa. Per contro, la proposta di minoranza presuppone soltanto che l’assicurato sia in cura medica per la dipendenza da alcol o per un altro disturbo psichico. Rinuncia a una durata minima della cura e ammette anche cure per altri disturbi psichici.

4.2.1 ad capoverso 1 (partecipazione ai costi)

BE, PES, Alano, Arud, avenirsocial, Blaues Kreuz SH-TG, casa fidelio, CIAO, CONTACT NETZ, GDS/DJZ, Fachstelle für Suchtfragen Goldau, Fachverband Sucht, Gfs, GREA, NGO-Allianz, Medici di famiglia Svizzera, IAS, Suchtberatung Werdenberg, Suchtfachstelle SG,

SIP LU, OSP, Ticino Addiction, ZüFAM temono che le cure prestate in base ad altre diagnosi