Rapporto sui risultati
Consultazione 2014/88: Iv.pa. 10.431 «Chi abusa di alcol o droghe deve pagare di tasca propria la permanenza in una cella ‹anti-sbornia› o il ricovero in ospedale» · 19 pagine
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o complicazioni causino costi troppo elevati con il rischio che determinati assicurati si ritrovino in difficoltà finanziarie. Chiedono pertanto di stabilire un importo massimo della partecipazione ai costi. BE propone per esempio 500 franchi.
BE propone inoltre di determinare il periodo durante il quale gli assicurati sono tenuti a partecipare ai costi. È preferibile un approccio restrittivo, per esempio dodici ore. I costi successivi continuerebbero a essere a carico degli assicuratori o da computare sulla franchigia.
4.2.2 ad capoverso 3 (prove a proprio discarico)
In particolare FR, PES, Alano, Arud, avenirsocial, Blaues Kreuz SH-TG, casa fidelio, CIAO, CONTACT NETZ, GDS/DJZ, Fachstelle für Suchtfragen Goldau, Fachverband Sucht, Gfs, GREA, Medici di famiglia Svizzera, IAS, NGO-Allianz, SIP LU, Suchtberatung Werdenberg, Suchtfachstelle SG, Ticino Addiction, ZüFAM temono che gli accertamenti e, eventualmente, i casi giudiziari volti a stabilire se il consumo di alcol sia imputabile a una colpa propria causino una mole di lavoro e spese maggiori di quanto si risparmi con la partecipazione ai costi. I GDS/DJZ respingono con fermezza questo disciplinamento dell’onere della prova che si ripercuote sugli assicurati. Sono dell’idea che possa provocare spese processuali e legali elevate anche agli assicuratori e che colpisca soprattutto le persone finanziariamente deboli: chi può permettersi un avvocato, avrà anche in futuro buone opportunità di essere liberato dall’obbligo di assumersi i costi.
PES, Alano, Arud, avenirsocial, Blaues Kreuz SH-TG, casa fidelio, GDS/DJZ, CIAO, CON-TACT NETZ, Fachstelle für Suchtfragen Goldau, Fachverband Sucht, Gfs, IAS, NGO-Allianz, SIP LU, OSP, Suchtberatung Werdenberg, Suchtfachstelle SG, Ticino Addiction, ZüFAM propongono perciò di aumentare la partecipazione ai costi soltanto se si può provare che il consumo eccessivo di alcol è imputabile a colpa dell’assicurato e che è stato necessario fornire le prestazioni proprio a causa del consumo eccessivo di alcol.
Se il progetto sarà accolto, CDSC sostiene le eccezioni alla partecipazione ai costi previste in questo capoverso.
4.2.3 ad capoverso 4 (prove a proprio discarico: cure mediche)
Per la proposta di maggioranza
Senesuisse apprezza che il progetto preliminare ammetta nei capoversi 3 e 4 la possibilità di provare la propria non colpevolezza e che copra anche i casi di malattia medica (dipendenza da alcol). In questo modo si può chiamare in causa la responsabilità individuale senza incorrere in una disparità di trattamento con altre malattie (da dipendenza) «autoindotte». Senesuisse concorda con la maggioranza della Commissione secondo cui l’inversione
dell’onere della prova si applica soltanto per quelle persone che sono in cura medica da almeno sei mesi per la dipendenza da alcol. Tutti gli altri devono provare che la colpa non è loro imputabile.
L’UDC sottolinea che il coma etilico senza dipendenza da alcol non è una malattia e che il progetto esclude espressamente la dipendenza. Respinge la proposta di minoranza per il capoverso 4.
Anche il PLR fa notare che gli alcolisti, che rientrano nella categoria dei malati cronici, non sono interessati dal progetto.
Per la proposta di minoranza
Groupe Mutuel propone di escludere dalla partecipazione ai costi tutti gli assicurati in cura a causa della loro dipendenza da alcol al momento dell’evento, indipendentemente dalla durata della cura.