Rapporto sui risultati
Consultazione 2014/88: Iv.pa. 10.431 «Chi abusa di alcol o droghe deve pagare di tasca propria la permanenza in una cella ‹anti-sbornia› o il ricovero in ospedale» · 19 pagine
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1 Situazione iniziale
Il 19 marzo 2010 il consigliere nazionale Bortoluzzi ha presentato l’iniziativa parlamentare «Chi abusa di alcol o droghe deve pagare di tasca propria la permanenza in una cella “antisbornia” o il ricovero in ospedale»:
«Occorre modificare la legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) e le altre leggi affinché le cure mediche prestate d’urgenza al paziente che ha abusato di alcol o droghe siano completamente a suo carico o a carico del rappresentante legale. L’addebitamento di tali costi all’assicurazione malattie, fondata sul principio della solidarietà, non è ammissibile. Chi abusa di alcol o droghe, oppure il rappresentante legale, dovrà anche accollarsi il costo della permanenza in una cella “anti-sbornia”.»
Il 13 maggio 2011 la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale (CSSS-N) ha deciso di dare seguito all’iniziativa. Il 24 gennaio 2012 la sua omologa del Consiglio degli Stati ha approvato questa decisione.
Il 29 febbraio 2012 la CSSS-N ha incaricato la sua sottocommissione LAMal di elaborare un progetto, che le è poi stato sottoposto il 27 febbraio 2013. La CSSS-N ha deciso di entrare in materia sul progetto il 15 agosto 2013 e il 24 ottobre 2013 ha adottato la versione definitiva. Il 27 giugno 2014 ha approvato il rapporto esplicativo. Con una lettera datata 3 luglio 2014 spedita a 92 destinatari ha quindi invitato i Cantoni, i partiti rappresentati nell’Assemblea federale, le associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città, delle regioni di montagna e dell’economia nonché le cerchie interessate a esprimersi sul progetto1. La consultazione è durata fino alla fine di ottobre 2014.
2 Pareri
I pareri pervenuti sono stati complessivamente 92, 56 dei quali dai partecipanti alla consultazione e 36 da organizzazioni non interpellate. Due delle organizzazioni invitate a esprimersi hanno inoltre comunicato di rinunciare a prendere posizione.
Tutti i Cantoni hanno risposto. Anche la Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS) ha presentato un parere. Dei 12 partiti politici interpellati, sette hanno inviato una risposta (PBD, PPD, PEV, PLR, PES, PSS e UDC), inoltre si sono
espressi i Giovani UDC della Svizzera. Delle associazioni mantello nazionali dei Comuni,
delle città, delle regioni di montagna è giunta la risposta dell’Unione delle città svizzere, mentre per quanto concerne le associazioni mantello dell’economia sono pervenuti i pareri dell’Unione sindacale svizzera e dell’Unione delle arti e mestieri, nonché del Centre patronal. Delle cerchie interessate si sono espressi 18 associazioni di fornitori di prestazioni, due associazioni di assicuratori e un gruppo di assicuratori. Gli altri pareri provengono da organizzazioni della sanità pubblica, in particolare da quelle che si occupano di dipendenze e consumo di alcol, nonché da altri servizi e associazioni interessati. L’elenco dei partecipanti alla procedura di consultazione (con le relative abbreviazioni utilizzate nel presente rapporto) si trova in allegato.
1 La documentazione è pubblicata in Internet al link
http://intranet.admin.ch/ch/i/gg/pc/past.html, 2014, rubrica «Commissioni parlamentari».