Rapporto sui risultati
Consultazione 2015/35: Legge sul diritto d'autore (LDA) · 77 pagine
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grave avvenga solo durante la procedura di identificazione, e non già durante la precedente procedura di
avviso. Sia secondo gli utenti sia secondo i provider, la procedura è altresì sproporzionata nonché troppo dispendiosa, complessa e lunga.
Per conoscere l’identità degli utenti i cui collegamenti sono stati utilizzati per la violazione, la parte lesa deve tra l’altro rendere verosimile che negli ultimi 12 mesi gli utenti in questione abbiano ricevuto due avvisi. Gli artisti e i produttori sono contrari a questa condizione, dato che nella realtà concreta è possibile costatare solo il numero delle violazioni di diritti, ma non se queste ultime sono state commesse dalla medesima persona.
Gli artisti e i produttori criticano anche il fatto che i dati necessari per l’identificazione debbano ancora essere disponibili presso il fornitore di servizi di telecomunicazione, e chiedono anche che tale requisito venga
sostituito con un obbligo legale per gli access provider di conservare i dati per la durata della procedura. Proprio l’assenza di un tale obbligo è invece espressamente salutata con favore dai provider. Ai fini di una maggiore efficienza, i produttori auspicano infine che le decisioni nell’ambito della procedura di identificazione siano prese da un’autorità amministrativa e non da un tribunale.
In base al capoverso 3, la parte lesa deve indennizzare adeguatamente il fornitore di servizi di
telecomunicazione per il costo dell'identificazione. Mentre una parte degli artisti è in linea di principio favorevole a questa norma, altri rappresentanti di questa categoria e i produttori auspicano che i titolari dei diritti debbano versare solo un congruo contributo a tali costi, unicamente a titolo di anticipo, e che la legge preveda la
possibilità di intraprendere azioni di regresso contro gli autori di violazioni. I provider vogliono che l’indennizzo sia garantito tramite il tribunale competente ancora prima dell’identificazione di un utente. La categoria degli utenti è del parere che tale aspetto vada disciplinato da una decisione dell’IPI.
I consumatori approvano l’articolo 62a.
I partiti respingono la regolamentazione proposta per vari motivi. Essi ritengono in particolare che gli obblighi imposti agli access provider (che non sono responsabili delle violazioni) per quanto concerne l’applicazione della legge siano eccessivi, e che le misure per perseguire le violazioni del diritto d’autore debbano innanzitutto gravare sui responsabili di tali violazioni. Inoltre considerano sbagliato concentrarsi esclusivamente sulle reti peer-to-peer, sempre meno utilizzate per compiere violazioni del diritto d’autore.
I Cantoni esprimono pareri discordanti: mentre alcuni condividono la procedura proposta, altri ritengono che il sistema in questione sia troppo complesso e sproporzionato.
Art. 66b A-LDA (obblighi dei fornitori di servizi di comunicazione derivati)
Artisti e produttori chiedono che la norma in questione valga anche per i portali e gli altri intermediari. Deplorano inoltre che la procedura di «take-down» presupponga sempre una notificazione, e auspicano pertanto che l’articolo 66b venga applicato anche nei casi in cui l’hosting provider è a conoscenza di una violazione.
Temendo opposizioni indebite, essi sollecitano altresì l’introduzione di requisiti minimi a tale riguardo
(indicazione dell’identità e del recapito) e la concessione di un margine di apprezzamento agli hosting provider, affinché, in caso di opposizione, non siano automaticamente costretti a sbloccare contenuti che ledono con tutta evidenza il diritto d’autore.
Gli utenti e i provider esigono la cancellazione delle norme proposte concernenti gli hosting provider (art. 66b e 66c), poiché ritengono che il sistema di autodisciplina esistente (della simsa) sia già abbastanza efficace.
Qualora dovesse essere comunque introdotto un obbligo legale di «take down», esso non dovrebbe valere per tutti gli hosting provider, ma soltanto per quelli che adottano modelli commerciali fondati sulla promozione di violazioni sistematiche del diritto d'autore.
Gli utenti e i provider criticano la nozione di «fornitori di servizi di comunicazione derivati» ripresa dall’A-LSCPT, poiché reputano che essa includa una gamma molto ampia di imprese che in parte non sono hosting provider. Al fine di restringere il campo di applicazione, la SRG SSR auspica che siano stabilite delle eccezioni a livello di ordinanza. Secondo gli utenti inoltre le imprese, non conoscendo l’identità degli utenti delle piattaforme, non sarebbero nemmeno in grado di ottemperare ai loro nuovi obblighi. Anche i produttori non concordano con la terminologia adottata e desiderano una definizione autonoma per gli hosting provider che non faccia riferimento alla LSCPT.
Sotto il profilo della garanzia del diritto di essere sentito e del principio di proporzionalità, gli utenti e i provider considerano problematico che gli hosting provider debbano rimuovere contenuti dai loro server semplicemente