Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/35: Legge sul diritto d'autore (LDA) · 77 pagine

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perché i titolari dei diritti sostengono che vi sia stata una violazione del diritto d’autore. Essi paventano tra l’altro l’eventualità di «fishing expeditions» da parte di questi ultimi. Per evitare la cancellazione arbitraria di contenuti indesiderati, gli utenti chiedono l’introduzione di requisiti minimi per le notificazioni agli hosting provider. La SRG SSR teme altresì che delle notificazioni ingiustificate possano costituire un pericolo per i servizi d’attualità, e chiede pertanto che i gruppi mediatici con sede in Svizzera non siano assoggettati all’articolo 66b.

Per gli hosting provider che adottano meccanismi di autodisciplina, gli artisti e i produttori auspicano

l’introduzione di un obbligo di attuare le misure di «stay down» (cpv. 4) in modo conforme allo stato della

tecnica. Ciò è considerato necessario per garantire che il «take down» duri nel tempo.

Gli utenti e i provider si oppongono al previsto obbligo di «stay down», temendo eccessivi oneri di sorveglianza e controllo per gli hosting provider, e criticano anche il fatto che tale obbligo valga per tutti gli hosting provider che non applicano meccanismi di autodisciplina, e non solo per quelli il cui modello commerciale è fondato sulla promozione di violazioni sistematiche del diritto d'autore. Inoltre deplorano la descrizione troppo generica dell’obbligo in questione.

I provider (e anche il PBD) lamentano altresì che non sia stato previsto un indennizzo per le relative spese sostenute dagli hosting provider.

I partiti si oppongono alla regolamentazione proposta per varie ragioni, e in particolare perché la considerano meno efficace dell’attuale sistema di autodisciplina della simsa. In parte si teme anche che essa possa

provocare una modifica strutturale del mercato in Svizzera. Infine l’obbligo di «stay down» è osteggiato perché equivarrebbe a un filtraggio automatizzato.

I Cantoni esprimono pareri discordanti. Alcuni approvano la regolamentazione proposta, mentre altri la

respingono, soprattutto perché gli hosting provider sarebbero costretti a intervenire semplicemente perché un titolare dei diritti afferma che vi sia stata una violazione del diritto d’autore.

 Art. 66c A-LDA (autodisciplina dei fornitori di servizi di comunicazione derivati)

Gli artisti e i produttori ritengono che il sistema di autodisciplina sia unilaterale e auspicano un accordo di settore che includa anche i titolari dei diritti. Inoltre chiedono una norma apposita per il caso in cui questo sistema non diventi operativo entro un termine congruo.

Gli utenti e i provider sollecitano invece la cancellazione delle norme proposte concernenti gli hosting provider (art. 66b e 66c), poiché ritengono che il sistema di autodisciplina esistente (della simsa) sia già abbastanza efficace. I consumatori propongono un sistema di autodisciplina obbligatorio con regole uniformi per tutti gli hosting provider.

Per alcuni utenti, la regolamentazione proposta è discriminante nei confronti degli hosting provider esteri, dato che questi ultimi non possono aderire a un organismo di autodisciplina, e di fatto li equipara a quegli hosting provider che adottano modelli commerciali fondati sulla promozione di violazioni sistematiche del diritto

d’autore.

Gli artisti e i produttori ritengono che i requisiti relativi ai contenuti del regolamento di cui al capoverso 3 siano insufficienti e pretendono prescrizioni chiare, soprattutto riguardo ai modelli commerciali incompatibili con l’affiliazione a un organismo di autodisciplina, alla forma che devono assumere le notificazioni e alla

collaborazione con titolari dei diritti.

I partiti respingono la regolamentazione proposta, poiché ritengono che il sistema di autodisciplina esistente sia sufficiente. Qualora dovesse essere comunque emanata un’apposita norma, il Partito Pirata chiede che tutti gli hosting provider siano trattati in maniera uniforme.

 Art. 66d A-LDA (blocco dell'accesso all'offerta)

Secondo gli artisti e i produttori, il campo d’applicazione della norma va esteso anche ai portali, alle raccolte di link ecc. che rinviano in maniera evidente (e preponderante) a contenuti pirata (senza però offrirli direttamente). Inoltre vogliono avere la possibilità di chiedere il blocco dell’accesso non solo in caso di violazione della legge, ma già quando sussiste un pericolo in tal senso.