Rapporto esplicativo

Consultazione 2015/35: Legge sul diritto d'autore (LDA) · 94 pagine

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La ricerca è quindi possibile in documenti che contengono sia testi sia tabelle o raffigurazioni. Ai fini dell’analisi automatica tutti questi elementi sono trasformati in testi e registrati in banche dati testuali con programmi specifici. Grazie al TDM i ricercatori sperano di scoprire nuove correlazioni tra le informazioni da sfruttare poi nelle loro attività di ricerca (p.es. in campo medico).

Il TDM presuppone anzitutto che testi e dati siano accessibili. I ricercatori osservano di avere grandi difficoltà nell’accedere alle pubblicazioni scientifiche e ai dati di ricerca. Il problema è oggi riconosciuto anche dagli editori.

All’origine delle difficoltà ci sono i seguenti interrogativi: il TDM rappresenta un’ingerenza nei diritti degli autori? In caso affermativo, in quale misura tale ingerenza è legale?

Alla domanda relativa all’ingerenza del TDM nei diritti degli autori non esiste una risposta univoca. La maggior parte dei dati grezzi non è protetta dal diritto d’autore ed è quindi a libera disposizione di tutti gli utenti. Le banche dati e le raccolte di dati possono invece essere protette dal diritto d’autore, nella misura in cui la selezione e l’organizzazione dei dati presentano un carattere originale. In linea di massima i testi presentano un carattere originale e sono protetti dal diritto d’autore.

Anche alla domanda relativa alla legalità dell’ingerenza del TDM nei diritti degli autori la dottrina non risponde in modo univoco. Occorre infatti chiarire se il TDM sfrutti processi rilevanti sotto il profilo del diritto d’autore e se chi applica il TDM possa fondarsi su una restrizione del diritto d’autore o su un’autorizzazione del titolare.

Esistono diverse metodologie di TDM e il loro rapporto con il diritto d’autore non è definibile in modo sistematico. Alcuni procedimenti sono ammessi perché non toccano i diritti d’autore. Tuttavia, diverse metodologie di TDM funzionano creando copie dei documenti da ricercare, che sono poi salvate in memoria. Prima dell’analisi effettiva, il ricercatore deve pulire i dati disponibili (il cosiddetto «cleaning») e trasformarli o elaborarli (la cosiddetta «transfromation»). Ciò succede, ad esempio, se i dati sono convertiti in un formato unico e riordinati in una nuova banca dati. Sia la creazione di copie (riproduzione) sia l’elaborazione di dati possono essere rilevanti sotto il profilo del diritto d’autore.

Nelle disposizioni dedicate alle restrizioni la LDA non menziona esplicitamente la ricerca scientifica. In singoli casi la dottrina ammette l’esistenza di una restrizione non scritta che autorizza le utilizzazioni di opere per scopi scientifici e di ricerca, ma si tratta di un’interpretazione che non è sancita a livello di legge. A titolo d’esempio, l’utilizzazione di metodologie di TDM da parte di un ricercatore nel quadro di un progetto privato può sottostare alla restrizione dell’uso privato secondo l’articolo 19 capoverso 1 lettera a. Tuttavia, oggigiorno una ricerca non è in genere condotta da un unico ricercatore, ma da diversi team di ricerca e gruppi internazionali di cooperazione. L’articolo 19 capoverso 1 lettera c ammette la riproduzione interna di estratti di opere per informazione o documentazione. Non sono invece contemplate dalla restrizione la riproduzione completa o quasi completa degli esemplari d’opera disponibili in commercio e l’adattamento delle opere. È altresì escluso lo scambio delle riproduzioni al di fuori dell’istituto di ricerca, ad esempio con team di ricerca di altre aziende. Le attività di ricerca che non rientrano nel quadro previsto e ammesso dalla legge sono quindi numerose.