Rapporto esplicativo

Consultazione 2016/47: Modifica della legge federale sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche (Legge sulle lingue, LLing) · 13 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 12Fedlex · Rapporto esplicativo

Dato che la variante 3 è quella che interviene meno nella competenza dei Cantoni e garantisce sul piano formale la posizione della seconda lingua nazionale a partire dalla scuola elementare fino al termine dell’obbligatorietà scolastica, il Consiglio federale dà la preferenza a questa soluzione che tiene conto meglio di tutte della sussidiarietà.

3 Ripercussioni

3.1 Ripercussioni per la Confederazione

Una modifica della legge sulle lingue non ha ripercussioni né finanziarie, né sull’effettivo del personale, né organizzative per la Confederazione.

3.2 Ripercussioni per i Cantoni e i Comuni, per le città, gli agglomerati e le regioni di montagna

Una modifica della legge sulle lingue ha ripercussioni dirette sul sistema scolastico dei Cantoni. Quando entrerà in vigore, tutti i Cantoni dovranno attenersi alle prescrizioni di legge modificate.

In alcuni Cantoni, l’attuazione delle nuove disposizioni richiede un determinato tempo di preparazione. Il Consiglio federale prevede pertanto che la modifica di legge sia attuata nel quadro dell’introduzione del «Lehrplan 21» o al più tardi entro il 1° agosto 2018.

La proposta non ha ripercussioni dirette per i Cantoni che hanno già aderito al concordato HarmoS o che ne rispettano le prescrizioni. Una modifica non comporta, in particolare, alcun aumento del numero di lezioni in questi Cantoni. Se del caso, le nuove disposizioni di legge potranno richiedere una ridistribuzione del numero di lezioni in base alle diverse materie d’insegnamento.

3.3 Ripercussioni per l’economia

Il mercato interno ha e avrà sempre, per la Svizzera, una grande importanza. Numerose PMI realizzano una parte rilevante della loro cifra d’affari vendendo i loro prodotti e le loro prestazioni sul territorio nazionale. Conoscenze culturali di tutte le regioni della Svizzera e la padronanza delle lingue nazionali costituiscono in quest’ottica un presupposto indispensabile affinché le imprese possano affermarsi sul mercato interno. In un’economia mondiale globalizzata, l’inglese è la lingua di comunicazione generale («lingua franca») e riveste perciò, senza ombra di dubbio, un’importanza centrale. Spesso tuttavia, comunemente parlando, si tende a sottovalutare la frequenza con cui, nelle imprese svizzere, sono utilizzate anche le lingue nazionali. Informazioni interessanti a questo proposito sono fornite da uno studio condotto dalla Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale (FHNW) e basato su un’indagine svolta tra 2176 aziende16. Dallo studio risulta che nella Svizzera tedesca il francese parlato è utilizzato con maggiore frequenza persino dell’inglese e che, viceversa, ogni seconda impresa nella Svizzera francese comunica oralmente almeno una volta alla settimana in tedesco; inoltre, nel 70 per cento circa delle aziende site nella Svizzera italiana si parla regolarmente tedesco17. Anche per quanto riguarda l’utilizzazione delle lingue straniere in forma scritta, le lingue nazionali registrano una frequenza d’uso molto elevata nelle imprese – pur se in questo settore l’uso dell’inglese è leggermente più frequente. Uno studio condotto dall’Università di Ginevra nel quadro del Programma nazionale di ricerca 56 ha quantificato per la prima volta il valore economico del plurilinguismo in Svizzera, stimandolo attorno al 10 per cento del prodotto interno lordo18.

In considerazione dell’importante ruolo appena menzionato delle lingue nazionali per le imprese svizzere, non stupisce che associazioni economiche di spicco quali l’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) o l’Associazione padronale svizzera dell’industria metalmeccanica ed elettrica (Swissmem) chiedano che la prima lingua straniera insegnata a scuola sia una lingua nazionale19. Tutte le varianti proposte dal Consiglio federale sono meno «incisive» di quanto richiesto dall’USAM e da Swissmem. Secondo il progetto posto in consultazione, i Cantoni rimarranno liberi di decidere anche in futuro quale debba essere la prima lingua straniera insegnata, ovvero se debba essere una lingua nazionale o un’altra.

3.4 Ripercussioni per la società

Una modifica della legge sulle lingue favorisce la comprensione reciproca fra le comunità linguistiche e contribuisce così in modo determinante, pur se non assoluto, alla coesione nazionale. Mediante norme armonizzate sull’insegnamento delle lingue straniere, semplifica inoltre la mobilità nello spazio formativo svizzero. Per i dettagli si rimanda al numero 1.4.

3.5 Altre ripercussioni

Una modifica della legge sulle lingue non ha ripercussioni su altri settori (politica estera, ambiente, pianificazione del territorio ecc.).

16 FHNW – Hochschule für Wirtschaft, Fremdsprachen in Schweizer Betrieben, Olten 2005.

17 FHNW, ibidem, pag. 20, fig. 7.

18 François Grin / Claudio Sfreddo / François Vaillancourt, Langues étrangères dans l’activité professionnelle, Ginevra 2009, pag. 8.

19 È quanto affermato dal direttore dell’USAM e dal portavoce di Swissmem sulla Aargauer Zeitung dell’8 settembre 2014.