Rapporto esplicativo

Consultazione 2016/47: Modifica della legge federale sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche (Legge sulle lingue, LLing) · 13 pagine

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del Consiglio di Stato, ha confermato all’unanimità la validità dell’iniziativa popolare. Se il Parlamento dovesse respingere l’iniziativa, si arriverebbe a una votazione popolare; se invece dovesse accoglierla, il Consiglio di Stato avrebbe un anno di tempo per presentare al Parlamento il messaggio sulle modifiche di legge richieste. Il disegno di legge così proposto sarebbe poi soggetto a referendum.

- San Gallo: Il 27 marzo 2015 è stata depositata l’iniziativa «Ja zum Ausstieg aus dem gescheiterten HarmoS-Konkordat» («Sì all’uscita dal fallimento del concordato HarmoS»), che chiede di lasciare il concordato HarmoS per avere via libera, in futuro, all’insegnamento di una sola lingua straniera al livello elementare. La votazione sull’iniziativa popolare è prevista nell’autunno del 2016.

- Turgovia: il 13 agosto 2014 è stata depositata la mozione «Französisch erst auf der Sekundarstufe» («Il francese solo dal livello secondario»), con la quale si incarica il Consiglio di Stato di togliere l’insegnamento del francese dal piano di studio del livello elementare. Il 1° aprile 2016 il Consiglio di Stato turgoviese ha aperto la consultazione sulla relativa modifica del piano di studio. L’introduzione del nuovo piano è prevista nell’anno scolastico 2017/2018.

- Zurigo: il 26 febbraio 2016 è stata depositata l’iniziativa popolare «Mehr Qualität – eine Fremdsprache an der Primarschule» («Più qualità – una sola lingua straniera alla scuola elementare»), sostenuta dall’associazione degli insegnanti di Zurigo (Zürcher Lehrerinnen- und Lehrerverband, ZLV), dall’associazione degli insegnanti delle scuole medie superiori di Zurigo (Zürcher Kantonale Mittelstufe, ZKM), dall’associazione degli insegnanti del livello secondario I del Cantone di Zurigo (Verein Sekundarlehrkräfte des Kantons Zürich, SekZH) e dalla comunità di lavoro «Schule mit Zukunft». Il Consiglio di Stato zurighese ha tempo sino al 26 giugno 2016 per presentare al Gran Consiglio un rapporto e una proposta relativamente alla validità e al contenuto dell’iniziativa popolare. Il Gran Consiglio, dal canto suo, dovrà decidere entro il 26 novembre 2016 sulla proposta del Consiglio di Stato. Non è prevista alcuna votazione popolare nel caso in cui venisse adottata una proposta di attuazione oppure se l’iniziativa dovesse essere dichiarata nulla. In caso contrario il Popolo sarebbe chiamato a esprimersi al più tardi entro il 26 agosto 2017.

In questi e in altri Cantoni sono state annunciate, lanciate o depositate iniziative popolari e parlamentari concernenti l’introduzione del «Lehrplan 21». Questi progetti riguardano anch’essi indirettamente la questione dell’insegnamento delle lingue, che è parte integrante dei piani di studio cantonali.

Considerato il quadro generale di cui sopra, si può affermare che i Cantoni hanno realizzato numerosi obiettivi dall’adozione della Strategia linguistica 2004. Le tendenze che si registrano in diversi Cantoni mettono tuttavia a rischio l’armonizzazione raggiunta sinora. Anche la CDPE riconosce queste difficoltà nel suo rapporto sull’armonizzazione della scuola dell’obbligo. Nonostante l’appello da essa lanciato nell’ottobre del 2014, sono in atto diversi processi politici che mettono a rischio l’armonizzazione o possono portarla al fallimento – addirittura già dall’anno scolastico 2017/2018.

1.2 Normativa vigente

I principi sanciti nella Strategia linguistica 2004 e nel concordato HarmoS sono confluiti – anche se in forma alleggerita – nella legge sulle lingue (LLing)8. Nel suo articolo 15 capoverso 3 questa legge stabilisce che gli allievi, alla fine della scuola dell’obbligo, debbano avere competenze linguistiche in almeno una seconda lingua nazionale e in un’altra lingua straniera. La legge, tuttavia, non fissa né l’ordine delle lingue da insegnare, né il momento a partire dal quale introdurre l’insegnamento delle lingue straniere e nemmeno il livello delle competenze da raggiungere entro la fine della scuola obbligatoria.

La disposizione recita:

3Nell’ambito delle loro competenze, la Confederazione e i Cantoni si adoperano per un insegnamento delle lingue straniere che assicuri agli allievi, alla fine della scuola dell’obbligo, competenze linguistiche in almeno una seconda lingua nazionale e in un’altra lingua straniera. L’insegnamento delle lingue nazionali tiene conto degli aspetti culturali di un paese plurilingue.

La prima decisione del Consiglio nazionale prevedeva che la prima lingua straniera insegnata fosse una lingua nazionale. Il Consiglio degli Stati ha ritenuto anticostituzionale un simile disciplinamento, poiché né l’articolo 70 né l’articolo 62 capoverso 4 Cost. conferiscono alla Confederazione la competenza di stabilire l’ordine delle lingue insegnate, e quindi quale debba essere la prima lingua straniera nella scolarizzazione di base. La versione infine adottata, e ora vigente, del capoverso 3 LLing è il risultato di deliberazioni approfondite in seno alle commissioni e in Parlamento, condotte nel quadro della procedura parlamentare di appianamento delle divergenze.

La soluzione di compromesso trovata in stretta collaborazione con la CDPE si orienta – pur senza farvi esplicito riferimento – alla Strategia linguistica del 2004 e al concordato HarmoS (all’epoca in fase di consultazione). Come la relativa disposizione del concordato HarmoS (art. 4 cpv. 1), anche la legge sulle lingue esige che l’insegnamento delle lingue nazionali tenga conto degli aspetti culturali di un Paese plurilingue. Con questa precisazione, il legislatore ha voluto esprimere che l’insegnamento delle lingue nella scuola obbligatoria deve perseguire obiettivi non soltanto linguistici, ma anche politici, tesi alla comprensione reciproca, dato che l’apprendimento di un’altra lingua nazionale favorisce anche l’acquisizione di competenze culturali e lo scambio fra le comunità linguistiche.

1.3 Stato del dibattito

Iniziativa parlamentare

Le commissioni parlamentari competenti si sono occupate a più riprese, dal 2004, della situazione dell’insegnamento delle lingue nella scuola dell’obbligo. Il 1° dicembre 2014 la Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale (CSEC-N) si è espressa su diverse proposte relative a questo tema e ha deciso di depositare l’iniziativa commissionale «Apprendere una seconda lingua nazionale a partire dalla scuola elementare» (Iv. Pa. 14.459) dal seguente tenore:

8 RS 441.1