Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/39: Modifica di diverse ordinanze nell'ambito della salute degli animali · 11 pagine
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1 Situazione iniziale
Le proposte di modifica riguardano le ordinanze seguenti:
Ordinanza sulle epizoozie (OFE; RS 916.401)
Ordinanza concernente l’eliminazione dei sottoprodotti di origine animale (OESA; RS 916.441.22)
Ordinanza concernente la banca dati sul traffico di animali (Ordinanza BDTA; RS
916.404.1)
Ordinanza sugli emolumenti per il traffico di animali (OEm-BDTA; RS 916.404.2)
Ordinanza concernente lʼassegnazione di contributi ai costi per l’eliminazione dei sottoprodotti di origine animale (RS 916.407)
2 Procedura di consultazione
Il 29 maggio 2017 il DFI ha avviato la procedura di consultazione per la revisione delle ordinanze sopracitate, che si è conclusa il 29 settembre 2017.
Oltre ai Cantoni vi hanno partecipato i partiti rappresentati all’Assemblea federale, le associazioni mantello svizzere dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna, le associazioni mantello svizzere dell’economia e altre 87 organizzazioni e cerchie interessate.
In totale sono pervenuti 107 pareri, consultabili sul sito Internet seguente: www.admin.ch > Diritto federale > Procedure di consultazione > Procedure di consultazione concluse > 2017 > DFI. Il presente rapporto contiene una sintesi dei pareri espressi suddivisi tematicamente in base alle ordinanze (dal n. 4).
3 Osservazioni generali
La revisione delle ordinanze nel settore veterinario ha provocato molte reazioni, in particolare da parte di organi di esecuzione, organizzazioni agricole e ambienti universitari.
Sono state accolte favorevolmente le proposte di modifica che adeguano l’OFE alle conoscenze scientifiche più recenti. Anche le modifiche previste riguardo all’eliminazione e trasformazione successiva dei sottoprodotti di origine animale sono state approvate dai partecipanti alla consultazione. Alcuni di essi auspicavano tuttavia estesi alleggerimenti al divieto di somministrare proteine animali agli animali da reddito, ad esempio a suini e pollame, oppure l’autorizzazione a utilizzare i resti alimentari come sostrati nutritivi per gli «insetti da reddito» (Bühler AG, Centravo, Partito verde liberale, Institut für Agrarwissenschaften del PF di Zurigo, Swiss Food Research). Il Cantone NE ha fatto presente invece che dopo l’esperienza della crisi BSE ogni alleggerimento va verificato accuratamente e deve essere fondato scientificamente. In alcuni casi sono state criticate dai Cantoni la grande complessità e la poca leggibilità dei testi delle ordinanze, numerosi elementi non chiari per l’esecuzione e i rimandi agli atti normativi dell’UE.
Piuttosto controversa è stata anche la proposta di ampliamento del controllo sul traffico di animali a ovini e caprini. Numerosi partecipanti (Association des groupements et organisations romands de l’agriculture, Servizio consultivo e sanitario per piccoli ruminanti, Bündner Bauernverband, Bündnischer Schafzuchtverband, Identitas AG, Luzerner Bäuerinnen- und Bauernverband, Micarna SA, Ostschweizer Widder- und Zuchtschafsmarkt Sargans, Pro Natura, ProSpecieRara, Proviande, USC, Federazione svizzera d’allevamento ovino, Associazione svizzera agricoltori ovini professionali, SMP, St. Galler Bauernverband, St. Galler Schafzuchtverband, PSA, Suisseporcs, FSAC, TMF Extraktionswerk AG, Vereinigung für das Ostfriesische Milchschaf) sono in generale a favore dell’ampliamento oppure lo ritengono necessario. Contemporaneamente è stato però richiesto di mantenere bassi l’onere amministrativo e i costi e di non creare ostacoli burocratici.
Contro tale ampliamento si sono espressi la Oberwalliser Schwarznasenzuchtverband, alcuni detentori e commercianti di ovini (Anton Felder, Walter Huber) e alcune organizzazioni cantonali di agricoltori (Bauernverband Nidwalden, Bäuerinnenverband Nidwalden, Bauernverband Obwalden, Landfrauenverband Obwalden, Bauernverband Uri, Bauernvereinigung des Kantons Schwyz, Verband Thurgauer