Rapporto sui risultati
Consultazione 2018/24: Modifica dell'ordinanza concernente la locazione e l'affitto di locali d'abitazione o commerciali · 14 pagine
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Modifica dell’ordinanza concernente la locazione e l’affitto di locali d’abitazione o commerciali: rapporto sui risultati della consultazione
1 Situazione iniziale
L’11 gennaio 2017 il Consiglio federale ha approvato il rapporto sulle condizioni quadro dell’economia digitale decidendo, in relazione alle piattaforme di alloggio, di far chiarire entro la fine del 2017 alcuni aspetti del diritto in materia di locazione riguardanti le procedure di approvazione della sublocazione da parte del locatore. Il mandato di verifica è stato conferito al Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR).
Il 15 novembre 2017 l’Esecutivo ha preso conoscenza del rapporto sulla regolamentazione nel settore degli alloggi, nell’ambito del quale il DEFR ha adempiuto il suddetto il mandato. Sulla base del
rapporto, il Consiglio federale ha incaricato il DEFR di elaborare un avamprogetto da porre in
consultazione per la modifica dell’ordinanza concernente la locazione e l’affitto di locali d’abitazione o commerciali (OLAL). È stata rilevata la necessità di una revisione per quanto riguarda il concetto di abitazione di vacanza nel diritto di locazione, le modalità per ottenere il consenso del locatore alla sublocazione e i motivi del locatore per negarlo.
2 Procedura di consultazione
Il 21 marzo 2018 il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione sulla modifica delle disposizioni dell’OLAL. In base a tale modifica, su richiesta del conduttore il locatore può accordare in via generale il consenso di cui all’articolo 262 del Codice delle obbligazioni (CO) a sublocazioni
ripetute per brevi periodi. Il Consiglio federale ha spiegato che nell’era della digitalizzazione questa modifica mira a una semplificazione amministrativa per tutti gli interessati.
Sono stati interpellati i Cantoni, i partiti rappresentati nell’Assemblea federale, le associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna, le associazioni mantello nazionali
dell’economia e le altre cerchie interessate tra cui, in particolare, le associazioni degli inquilini e dei locatori. L’avamprogetto posto in consultazione è stato pubblicato anche sul sito della Confederazione (www.admin.ch) e su quello dell’Ufficio federale delle abitazioni (www.bwo.admin.ch).
Entro il 3 luglio 2018, termine di scadenza della consultazione, sono pervenute 63 risposte. Ad
eccezione dei Cantoni di Svitto e Uri tutti gli altri 24 Cantoni hanno espresso un parere.
Sono giunti inoltre i pareri di sei partiti rappresentati nell’Assemblea federale, vale a dire il Partito popolare democratico (PPD), PLR. I Liberali Radicali (PLR), il Partito ecologista svizzero (I Verdi), il Partito svizzero dei verdi liberali (pvl), l’Unione democratica di centro (UDC) e il Partito socialista svizzero (PS).
Tra le associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna hanno
risposto il Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB), l’Unione delle città svizzere (UCS) e l’Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS). Quest’ultima ha deciso di non esprimersi.
Per quanto riguarda le associazioni mantello nazionali dell’economia, hanno inviato un parere l’Unione sindacale svizzera (USS) e l’Unione svizzera delle arti e mestieri (usam), mentre l’Unione svizzera degli imprenditori (USI) ha rinunciato a farlo.
Altre 11 organizzazioni interessate hanno inoltrato un parere: Associazione Svizzera Proprietari Fondiari (HEV Schweiz), hotelleriesuisse, Associazione Svizzera Inquilini (ASI), Associazione svizzera dell’economia immobiliare (SVIT Svizzera), Verband Immobilien Schweiz / Association Immobilier Suisse (VIS / AIS), cooperative d’abitazione svizzera – federazione dei committenti di immobili d’utilità pubblica, Fédération Romande Immobilière (FRI), WOHNEN SCHWEIZ – Verband der
Baugenossenschaften / Association des Coopératives de Construction, Chambre genevoise
immobilière (CGI), Union suisse des professionnels de l’immobilier (USPI Suisse), Camera Ticinese dell’Economia Fondiaria (CATEF). La Fondazione per la protezione dei consumatori (FPC) non ha preso posizione.
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