Rapporto sui risultati
Consultazione 2018/82: Iv.pa. 18.441 «Controprogetto indiretto all'iniziativa sul congedo di paternità» · 28 pagine
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settimane, a condizione che la concessione di due settimane supplementari sia connessa a un aumento delle deduzioni fiscali per i costi di custodia dei figli da parte di terzi (cfr. Messaggio del 9 maggio 2018 concernente una modifica della legge federale sull’imposta federale diretta; FF 2018 2535). Il partito auspica inoltre un modello più flessibile e moderno, impostato sotto forma di congedo parentale, di cui le prime 8 o le prime 14 settimane siano riservate alla madre. Sottolinea poi che, a lungo termine, una maggiore flessibilizzazione dei modelli di orario di lavoro è sarebbe più vantaggiosa nell’ottica della conciliabilità tra famiglia e lavoro.
L’UDC si dichiara contrario a qualsiasi forma di prescrizione coercitiva dello Stato in materia di congedo e a qualunque onere supplementare per le PMI, le quali già oggi sarebbero in grado di trovare soluzioni su base partenariale con i propri dipendenti. A suo avviso, lo Stato dovrebbe piuttosto fornire incentivi sotto forma di sgravi fiscali.
Associazioni dell’economia e Unione delle città svizzere
Posizioni piuttosto favorevoli al controprogetto indiretto
L’UCS dichiara che, nella consultazione condotta in seno all’associazione, il controprogetto indiretto ha incontrato ampio consenso, sebbene alcuni membri auspicherebbero una durata più generosa. Le ripercussioni prevedibili del controprogetto indiretto per l’economia sono state giudicate sopportabili. Swissstaffing sostiene in linea di principio il controprogetto indiretto, considerandolo un progresso determinante in relazione alle pari opportunità e alla conciliabilità tra famiglia e lavoro. H+ approva un congedo di paternità di dieci giorni lavorativi o di due settimane da prendere entro sei mesi dalla nascita del figlio, finanziato tramite un’assicurazione sociale federale esistente. La CCIF sostiene il controprogetto indiretto, che considera una buona soluzione di compromesso. A suo giudizio un congedo di due settimane è adeguato per quanto riguarda sia le possibilità organizzative all’interno di un’impresa sia i costi per le assicurazioni sociali. L’ASA comunica che da un punto di vista politico può sostenere il controprogetto, più moderato rispetto all’iniziativa popolare, che respinge in quanto troppo ampia. In linea di principio, il settore appoggia la richiesta di un congedo di paternità, ma ritiene importante lasciare un margine di manovra legale che incentivi alla differenziazione, con approcci consoni alle singole imprese e in grado di soddisfare le esigenze dei lavoratori. Esso predilige dunque soluzioni aziendali a raccomandazioni legali uniformi. D’altro canto riconosce gli argomenti a favore del controprogetto e li può dunque sostenere.
Preferenza per un congedo di paternità più lungo / un congedo parentale
Travail.Suisse, SCIV, transfair, ZV, FSL e Syna approvano l’introduzione di un congedo di paternità legale pagato, ma giudicano la soluzione proposta ampiamente insufficiente. Si compiacciono dell’iniziativa della CSSS-S di presentare un controprogetto indiretto. Infatti, poiché quest’ultimo permetterebbe di introdurre il congedo in questione direttamente nella legge, ritengono plausibile che il controprogetto consenta di rispondere alle esigenze esistenti. Tuttavia per questi partecipanti la durata di due settimane è soltanto un minimo indispensabile, che permetterebbe solo in parte di potenziare gli effetti positivi di un congedo di paternità per le pari opportunità, il mercato del lavoro e la demografia. I costi generati sia dall’iniziativa popolare che dal controprogetto indiretto sarebbero sostenibili e le imprese potrebbero organizzare e sopportare senza difficoltà il congedo. Complessivamente il rapporto costibenefici è migliore nel caso di un congedo di paternità di quattro settimane, ragion per cui essi sostengono la durata richiesta dall’iniziativa popolare quale compromesso minimo. USS, sev e syndicom giudicano la durata complessiva di due settimane largamente insufficiente. In materia di pari opportunità la Svizzera ha parecchio terreno da recuperare. Tra le richieste di lunga data dei sindacati figura un congedo di paternità legato alla nascita di un figlio di almeno 8 settimane e un successivo congedo parentale di 24 settimane da ripartire equamente. Questi partecipanti ritengono che un congedo di due settimane sia al massimo un contentino e che le quattro settimane chieste dall’iniziativa popolare siano un minimo indispensabile sotto il quale non si deve scendere e che va sancito in tempi brevi nella legge. A loro avviso, inoltre, il necessario aumento del tasso di contribuzione IPG sarebbe modesto e più che commisurato in considerazione delle ripercussioni positive su società ed economia. SIC Svizzera e la