Rapporto sui risultati

Consultazione 2019/32: Rapporto esplicativo sulla cooperazione internazionale 2021-2024 · 24 pagine

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1 Situazione iniziale

Durante la sua seduta del 30 novembre 2018 il Consiglio federale ha discusso le basi strategiche per la preparazione del messaggio concernente la cooperazione internazionale della Svizzera 2021-2024. Nelle note di discussione presentate al Consiglio federale, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) proponevano di elaborare per le prima volta un rapporto esplicativo (bozza del messaggio) da sottoporre a una procedura di consultazione facoltativa1.

La procedura di consultazione permette di raccogliere i pareri dei Cantoni, dei partiti politici rappresentati nell’Assemblea federale, dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna nonché delle associazioni mantello dell’economia e degli altri ambienti interessati. La scelta di svolgere una simile procedura è legata ai cambiamenti proposti nell’ambito della cooperazione internazionale della Svizzera e, in particolare, alla decisione di focalizzarsi su quattro regioni prioritarie per la cooperazione bilaterale allo sviluppo del DFAE.

Attraverso una consultazione facoltativa il DFAE e il DEFR volevano assicurarsi che l’operato della Svizzera in risposta alle sfide che i Paesi in via di sviluppo devono affrontare (povertà, disuguaglianze, crisi umanitarie, conflitti armati, migrazione irregolare e sfollamento forzato, violazioni dei diritti umani, deterioramento delle risorse naturali, conseguenze dei cambiamenti climatici ecc.) godesse di un ampio sostegno. La procedura di consultazione rappresentava anche l’opportunità di presentare un bilancio della cooperazione internazionale della Svizzera, di mostrare i suoi risultati e la sua evoluzione oltre che di spiegare a un vasto pubblico in che modo questo impegno solidale contribuisce direttamente o indirettamente alla difesa degli interessi della Svizzera e adempie il mandato costituzionale.

2 Procedura di consultazione

2.1 Aspetti fondamentali del progetto in consultazione

La cooperazione internazionale (CI) comprende gli strumenti dell’aiuto umanitario, della cooperazione allo sviluppo e della promozione della pace e sicurezza umana attuati dal DFAE e dal DEFR. Il rapporto esplicativo sulla CI 2021-20242 ne esponeva gli orientamenti strategici per il periodo indicato e proponeva lo stanziamento di cinque crediti quadro per un importo totale di 11,37 miliardi di franchi.

Nel febbraio del 2011 il Parlamento ha deciso di aumentare l’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) svizzero, portandolo allo 0,5 per cento del reddito nazionale lordo (RNL) entro il 2015. Il Consiglio federale ha confermato che, in linea di massima e sempre che la situazione finanziaria lo consenta, si aspira tuttora a raggiungere questa quota di APS3. A seguito del programma di stabilizzazione 2017-20194, il messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-20205 si orientava tuttavia già su un valore leggermente più basso (0,48 % del RNL). I tagli decisi nel preventivo 2018 con piano integrato dei

1 Si tratta di una procedura di consultazione non obbligatoria ai sensi dell’art. 3 cpv. 2 della legge federale del 18 marzo 20 05 sulla procedura di consultazione (RS 172.061). Secondo il DFAE e il DEFR, infatti, mancavano i presupposti per una procedura di consultazione obbligatoria conformemente all’art 3 cpv. 1 della legge citata.

2 www.admin.ch > Diritto federale > Procedure di consultazione > Procedure di consultazione concluse > 2019 > DFAE.

3 Nel piano finanziario 2017-2019 della Confederazione, in merito all’APS il Consiglio federale fa la seguente considerazione: «La cooperazione internazionale è fortemente colpita dalle misure di risparmio previste dal Preventivo 2016 e dal programma di stabilizzazione; nel 2018, le uscite tornano al livello del 2015. Non è da escludere che nella prossima legislatura debbano essere ridotte ulteriormente. Dal 2020 si ipotizza una crescita analoga al tasso del PIL nominale. In linea di massima, tuttavia, se mpre che la situazione finanziaria lo consenta, si aspira nuovamente a una quota APS pari allo 0,5 per cento del reddito nazionale lordo (RNL)».

4 FF 2016 4135

5 FF 2016 2005