Rapporto sui risultati
Consultazione 2019/70: Ordinanza sull'informazione relativa a misure di protezione degli adulti · 15 pagine
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Rapporto sui risultati della consultazione: Ordinanza sull’informazione relativa a misure di protezione degli adulti
individuato da molto tempo la necessità di legiferare e ha adeguato la legge che attua la legislazione federale sulla protezione dei minori e degli adulti. Visto che il rilascio di
informazioni non crea problemi degni di nota31, non si può approvare né l’emanazione di un’ordinanza né il contenuto dell’AP proposto32. Occorre piuttosto chiedersi se questa
ordinanza sia necessaria e utile33. In maniera simile si esprime un altro Cantone34 che, pur approvando lo scopo dell’AP di tutelare i negozi giuridici, è chiaramente contrario all’attuazione nella forma proposta. Non ritiene imprescindibile l’ordinanza proposta poiché la
sicurezza dei negozi giuridici non è in pericolo. Gli eventuali partner contrattuali sono inoltre tutelati dalle disposizioni generali del CC (art. 16 segg.). Pertanto il Consiglio federale
dovrebbe limitarsi alle norme strettamente necessarie35, tanto più che le APMA sono autorità cantonali e occorre quindi salvaguardare il margine di manovra dei Cantoni36. Vari
partecipanti segnalano inoltre una contraddizione tra l’esteso obbligo di comunicazione secondo l’articolo 449c CC e il ristretto obbligo d’informazione secondo l’AP37. Oltre a
migliorarne il coordinamento38, queste disposizioni vanno riesaminate in occasione di una prossima revisione del CC39.
3.4 Pareri non classificabili in modo inequivocabile
I pareri di tre Cantoni40 non sono classificabili in modo inequivocabile. Pur non rifiutando in modo esplicito o chiaro un’ordinanza in generale e l’AP proposto in particolare, si esprimono in modo piuttosto critico e negativo. Anche se un disciplinamento uniforme su scala nazionale è accolto con favore41, si constata nel contempo che l’AP codifica in gran parte punti già attuati nelle raccomandazioni della COPMA4243. È quindi sollevata la domanda se sia
necessario disciplinare questo ambito in un’ordinanza, tanto più che nella prassi non sono noti problemi44. È d’altronde accolto con favore il fatto che l’AP tenga conto del principio di proporzionalità, particolarmente importante nell’ambito del rilascio di un’informazione in considerazione della tutela della libertà personale (art. 10 cpv. 2 Cost.)45.
4 Osservazioni critiche in merito a singole disposizioni dell’avamprogetto
4.1 Oggetto (art. 1 in combinato disposto con gli art. 6-8 AP)
Vari partecipanti criticano la base per il rilascio di un’informazione. Gli uni chiedono di
estendere l’oggetto dell’ordinanza, altri invece di limitarlo alle misure di protezione degli adulti. Due partecipanti osservano esplicitamente che un mandato precauzionale, essendo parte della previdenza personale, non costituisce una misura di protezione degli adulti e che secondo l’articolo 451 capoverso 2 CC possono essere chieste soltanto informazioni in merito a misure di protezione degli adulti46. Per tale motivo il mandato precauzionale andrebbe escluso dal campo d’applicazione dell’ordinanza47. D’altronde l’autorità di protezione degli adulti viene a conoscenza di un mandato precauzionale soltanto nel momento in cui
quest’ultimo esplica effetto; non viene invece a conoscenza di una futura revoca del mandato in seguito alla riacquisizione della capacità di discernimento della persona in questione48.
31 Cfr. nota 6
32 BL
33 LU
34 VS
35 AI, LU, SG, VS, ZH; COPMA
36 ZH
37 AI, LU, SG, ZH; COPMA
38 AI, SG
39 LU, ZH; COPMA
40 AG, GE, GR
41 GR
42 Cfr. nota 5
43 AG
44 GR
45 GR
46 ZH; COPMA
47 ZH; COPMA
48 VD, ZH 5/15