Rapporto sui risultati
Consultazione 2020/64: Attuazione della revisione LAMal (ammissione di fornitori di prestazioni) - modifica dell'ordinanza sull'assicurazione malattie (OAMal) e di altre ordinanze · 25 pagine
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Associazioni mantello dell’economia
Le associazioni mantello dell’economia hanno opinioni divergenti in merito all’ordinanza sulla definizione dei limiti massimi. Il FST ritiene questo strumento ad uso dei Cantoni giusto e importante. Osserva che va tenuto conto delle differenze regionali nella struttura di approvvigionamento. Reputa inoltre che si debba evitare una diminuzione delle nuove leve tra i medici a causa della limitazione delle autorizzazioni. Anche l’USS appoggia in linea di principio l’attuazione dei limiti massimi, ma teme che soprattutto i piccoli Cantoni siano oberati dall’importante onere amministrativo. Per questo motivo ritiene che il coordinamento intercantonale sia di fondamentale importanza. Si deve inoltre tener conto del passaggio delle prestazioni dal setting stazionario a quello ambulatoriale. Il CP vede l’ordinanza con occhio critico, ritenendo che dal modello sia possibile trarre praticamente qualsiasi conclusione che legittimi una limitazione dell’attività medica. Andrebbe prevista almeno una possibilità di correzione, ad esempio sotto forma di un margine di manovra di un ulteriore dieci per cento all’anno. Reputa inoltre che i medici che vogliono aprire uno studio avrebbero numerosi problemi legati alla libera circolazione delle persone e ciò diminuirebbe l’attrattività della Svizzera. Economiesuisse respinge i limiti massimi proposti. Considera che sono difficili da definire, in ritardo sulla dinamica, che rafforzano i conflitti di ruolo cantonali e cementano le strutture federalistiche che ostacolano l’efficienza del sistema sanitario. Secondo economiesuisse il progetto contiene troppi aspetti tecnici e disposizioni metodologiche e non tiene conto a sufficienza delle peculiarità del settore ambulatoriale ospedaliero. Il modello di regressione, poi, trascurerebbe gli aspetti qualitativi dell’approvvigionamento e ostacolerebbe gli sviluppi innovativi.
Associazioni dei fornitori di prestazioni
La maggior parte delle associazioni di fornitori di prestazioni vede con occhio critico l’ordinanza sulla definizione dei limiti massimi per il numero di medici. ChiroSuisse, FSP, OMCT, SSO e ASNP accolgono favorevolmente l’emanazione della nuova ordinanza, mentre FMCH, mfe, SSMIG, SSDV e TGKAG la accolgono con riserve. Le associazioni AllKids, BFG, CPS e SVM tendenzialmente respingono l’ordinanza. FMH, CMC e le società mediche cantonali AeGBL, AGZ, BEKAG, BüAeV, GAeSO, KÄG, MedGes e SMVS sono contrarie, così come ASMP, GMVR, H+, Hirslanden, Gefässmedizin Rapperswil, MfeVS, ASMAC e unimedsuisse. Alcune associazioni, in particolare quelle di fornitori di prestazioni che non sono medici, rinunciano a esprimere un parere sui limiti massimi e rimandano ai pareri delle associazioni direttamente interessate.
FMH, CMC, le società mediche cantonali AeGBL, AGZ, BEKAG, BüAeV, GAeSO, KÄG,
MedGes, SMVS, nonché ASMP, Gefässmedizin Rapperswil, GMVR e MfeVS ritengono che
concepire un’ordinanza sulla base del rapporto metodologico di BSS non sia un buon approccio. Secondo loro il progetto di ordinanza, che dovrebbe definire prescrizioni d’esecuzione, contiene invece troppi aspetti tecnici e metodologici e troppe questioni ancora aperte. Viene criticata la supposizione alla base del modello secondo cui a livello nazionale svizzero il bisogno di approvvigionamento corrisponde al livello di approvvigionamento. Ciò è ritenuto problematico, tanto più che attualmente in certi campi di specializzazione si delinea un sotto-approvvigionamento. Inoltre, reputano che il calcolo dei limiti massimi si fondi su una base di dati che si presta ad essere travisata e alla quale i fornitori di prestazioni non hanno accesso, mentre gli assicuratori, che mettono a disposizione i loro dati e il loro modello di calcolo, sono avvantaggiati. Hanno l’impressione che l’intero approccio, vale a dire l’applicazione del metodo statistico in diverse unità e livelli dell’amministrazione, sia molto soggetto a errori. Inoltre vedono il rischio che i Cantoni impongano limiti massimi ai grandi campi di specializzazione della medicina di base, perché questi sono facili da determinare, ma non nei piccoli campi di specializzazione. Un ulteriore rischio viene individuato nella possibilità che le disposizioni svantaggino il settore ambulatoriale in studio medico. Ciò perché i Cantoni, in qualità di proprietari di ospedali e nel contempo responsabili della pianificazione ospedaliera, si troverebbero in un conflitto di interessi e per questo potrebbero avvantaggiare il settore ambulatoriale ospedaliero nell’elaborazione dei dati necessari. Secondo FMH, CMC, AeGBL, AGZ, BEKAG, BüAeV, GAeSO,