Rapporto sui risultati

Consultazione 2021/12: Pachetto d'ordinanze in materie ambientale, primavera 2022 · 44 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 18Fedlex · Rapporto sui risultati

Pacchetto di ordinanze nel settore ambientale, primavera 2022 Rapporto sui risultati (OPSR)

La stragrande maggioranza delle osservazioni e opposizioni riguarda le scadenze proposte per il divieto di deposito e non il divieto in sé. Si ritiene che una proroga della scadenza prevista al capoverso 2 metterebbe a rischio i processi e gli investimenti che sono stati avviati, ma anche che incoraggiare la domanda di materiali riciclati crea degli incentivi economici.

Inoltre, si sostiene che la tecnologia esiste attualmente e che il capoverso 3 fisserebbe nella legge una prassi già effettiva sul campo. Una scadenza troppo lunga metterebbe un freno agli sforzi attuali. Viene sottolineato anche che la scadenza del 31 dicembre 2025 del capoverso 2 è nota da tempo. Una proroga di questa scadenza porterebbe a una riduzione della pressione e a delle incertezze d’investimento per le decisioni imprenditoriali già prese. Complessivamente, 17 Cantoni, sette associazioni e tre partiti si oppongono pertanto alle scadenze proposte, ritenendole troppo lunghe. Il dettaglio è riportato di seguito:

- 11 Cantoni (ZH, LU, ZG, FR, BS, SH, AR, TG, SG, AG, JU), sette associazioni e imprese (asr, ACS, UCS, ASIC-sezione stradale, PUSH, Greenpeace, EWB) nonché due partiti (PLR, pvl) rifiutano la proroga della scadenza esistente e chiedono una scadenza generalizzata fissata al più tardi al 31 dicembre 2025. Un partito (PS) rifiuta la proroga della scadenza prevista al capoverso 2, ma non si pronuncia su quella del capoverso 3.

- Quattro Cantoni (BE, OW, TI, VS) e un’associazione (CCA) auspicano di fissare la scadenza del divieto di deposito a 5 anni dopo l’entrata in vigore dell’ordinanza riveduta.

- Il Cantone GE accetta la proroga della scadenza del capoverso 2, ma chiede una scadenza al 31 dicembre 2025 per il capoverso 3.

- Due Cantoni (ZG, TG) suggeriscono, oltre a opporsi alla proroga della scadenza del capoverso 2, di fissare una scadenza molto breve (senza precisazione) per il capoverso 3.

Sono stati rilasciati i commenti aggiuntivi seguenti:

- Secondo GE e TG occorrerebbe iscrivere l’obbligo di riciclaggio dei rifiuti bituminosi in maniera più specifica nell’OPSR. GE propone di modificare l’articolo 20 in questo senso in particolare per i rifiuti bituminosi con dei tenori si PAH inferiori a 250mg/kg.

- Quattro partecipanti (ZH, TG, TI, FER) temono che i materiali bituminosi siano esportati per essere trattati e quindi reimportati in Svizzera.

- Secondo la CIC, la determinazione del tenore di PAH dei rivestimenti stradali da trattare è problematica per ragioni di non standardizzazione dei metodi di misurazione adottati in laboratorio.

- L’ASIC è preoccupata per quanto concerne l’impatto ambientale che un trattamento termico dei rifiuti bituminosi potrebbe comportare. Inoltre teme che la qualità della ghiaia risultante dal trattamento termico sia scadente. Per sopperire alla mancanza di soluzioni nel 2031, propongono la creazione di monodiscariche temporanee dedicate per i rifiuti bituminosi in attesa di trattamento.

- TI e Swissmem chiedono che le norme SN e VSS siano modificate, integrando percentuali più rilevanti di materiali riciclati nella costruzione stradale.

- AG solleva dubbi circa la fattibilità di aumentare le percentuali d’impiego di granulati riciclati nei rivestimenti stradali. Partendo dal presupposto che lo smaltimento dei rifiuti bituminosi non potrebbe essere effettuato interamente in Svizzera, auspicano che la Confederazione esamini la possibilità di concludere contratti d’acquisto con impianti di trattamento all’estero.

- SG ritiene che l’obbligo di garantire che le filiere di smaltimento siano disponibili tempestivamente dovrebbe essere di competenza della Confederazione e non dei Cantoni.

- NE solleva dubbi circa il successo della procedura e teme che non sarà mai possibile valorizzare l’intero volume di rifiuti bituminosi prodotti in Svizzera. Ad essere temute sono le conseguenze finanziarie e logistiche per i lavori stradali. Inoltre mettono in discussione il beneficio ecologico della valorizzazione di questi materiali rispetto al loro

18/44 054.10-00772/00002/00018/R454-1433