Rapporto sui risultati

Consultazione 2021/37: Revisione parziale della Legge federale sulla geoinformazione (GeoIG) · 19 pagine

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al contempo la loro disponibilità attraverso la piattaforma geodienste.ch gestita dalla Conferenza intercantonale della geoinformazione e del catasto. VD rileva inoltre che l’attuazione del progetto posto in consultazione solleverà diverse questioni relative alle risorse finanziarie, umane o informatiche, la cui entità non può ancora essere stimata oggi.

Partiti

L’UDC respinge fermamente l’appropriazione di dati geologici senza indennizzo, poiché, da un lato, non esiste una base costituzionale sufficiente per una tale grave ingerenza nei diritti dei privati e,

dall’altro lato, spetta ai cantoni prevedere le norme edilizie e i relativi requisiti per la raccolta e la consegna dei dati nel sottosuolo, nella misura in cui ciò sia davvero necessario o proporzionato. Oggi, i cantoni sono responsabili della regolamentazione del sottosuolo profondo. Per ragioni federaliste,

questa regolamentazione dovrebbe essere mantenuta. L’UDC osserva che l’articolo 75a cpv. 3 della Costituzione federale non è una base costituzionale sufficiente per il previsto nuovo regolamento. Inoltre, si fa notare che, per motivi di protezione dei dati, un trasferimento di dati dei cantoni alla Confederazione è irricevibile.

Associazioni mantello e altri ambienti interessati, privati

La sia chiede una revisione urgente del presente progetto. Osserva che il progetto va ben oltre le misure descritte nel rapporto del Consiglio federale e che presenta notevoli lacune; tra l’altro, il fatto che la raccolta dei dati sia pensata in gran parte come esente da compensazioni incontra una grande resistenza. La generazione di questi dati richiederà risorse considerevoli come anche conoscenze ed esperienze specialistiche, e ciò deve essere apprezzato al suo giusto valore. La sia sottolinea che l’utilizzo da parte del Servizio geologico nazionale dei dati raccolti per le sue attività commerciali potrebbe portare a una distorsione della concorrenza, e che le interfacce e le sinergie riguardo alle ulteriori esigenze dei vari soggetti per la conoscenza del sottosuolo devono ancora essere chiarite («open data»).

A causa delle gravi carenze del progetto di legge, VSH chiede una revisione generale della LGI.

Il gruppo d’esperti FNU approva il progetto, ma solo a livello di una strategia che deve ancora essere definita, e propone che la legge dia mandato alla Confederazione o ai cantoni di sviluppare una strategia per la raccolta e l’acquisizione di dati del sottosuolo, strategia che dovrebbe poi essere approvata dal Consiglio federale. Le proposte della consultazione si riferiscono a un allargamento dell’attuale LGI; questa categorizzazione dovrebbe essere riconsiderata. Si chiede che la base legale sia presentata in modo più dettagliato e concreto nel testo di accompagnamento, che sia chiarito quali leggi federali settoriali coprono i progetti in ambito di sottosuoli per i quali la Confederazione non è il committente, e che sia incluso l’obbligo di fornire dati come nell’articolo 45 della legge sulle ferrovie, nella misura in cui è possibile farlo rispettando le reciproche competenze.

AGGV sottolinea l’importanza di un partenariato equo, per cui la messa a disposizione di dati preziosi da parte della pubblica amministrazione non può essere gratuita. Le condizioni quadro devono essere definite in modo trasparente. L’appropriazione dei dati raccolti dal settore privato porta a un vantaggio economico inaccettabile dal punto di vista della legge sulla concorrenza, dato che dovrebbe vigere il principio della neutralità concorrenziale nelle attività economiche statali. È quindi inaccettabile che swisstopo diventi l’unico «ufficio geologico» con conoscenze del terreno e accesso ai dati di base forniti principalmente dal settore privato e che ne possa trarre le proprie interpretazioni. AGGV propone un cambiamento di paradigma: passare dall’obbligo legale di fornire i dati gratuitamente (cosa che provoca una forte resistenza da parte dei soggetti privati e li porta a voler limitare il campo di applicazione della legge ai soli oggetti di interesse nazionale) ad un obbligo legale di fornire i dati primari (grezzi o trattati) in cambio di una remunerazione adeguata da parte dei fornitori di dati (soggetti privati) e di garantire a tutti i soggetti un accesso libero e trasparente ai dati così raccolti.

Secondo l’asr, le modifiche previste presentano notevoli lacune e squilibri e portano dal punto di vista dell’associazione, tra l’altro, a forti ingerenze nella libertà economica, inaccettabili in questa forma. L’asr fa notare che le disposizioni della LGI in ambito di remunerazione devono essere fondamentalmente riviste nel senso di rapporti equi tra partner, al fine di tenere in debito conto gli interessi economici dei promotori di progetti privati e dei proprietari di terreni, nonché dei diversi uffici privati interessati. Occorre inoltre garantire che i dati raccolti ed elaborati siano messi gratuitamente a disposizione del pubblico e non servano a swisstopo come vantaggio economico (inammissibile ai sensi del diritto della concorrenza) per la vendita e la consultazione di servizi geologici. L’asr raccomanda pertanto con urgenza che la revisione della LGI e la relativa ordinanza siano riviste in modo approfondito e con il coinvolgimento dei maggiori gruppi d’interesse.

Secondo SEAG, il riferimento al postulato Vogler è fuorviante, in quanto questo non aveva richiesto una strategia di espropriazione senza la partecipazione dei soggetti chiave. La proposta di modifica della LGI non realizza il postulato Vogler come richiesto dal Parlamento. SEAG si oppone a un trasferimento di fatto gratuito di geodati, che equivarrebbe a un esproprio secondo tutte le considerazioni giuridiche attuali.

Relazione sulla «Modifica della legge federale sulla geoinformazione» 7/19