Rapporto esplicativo
Consultazione 2021/96: Revisioni parziali di quattro ordinanze d’esecuzione della legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (LSCPT) · 73 pagine
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Il calcolo del termine di sei mesi si fonda sulla dottrina17 e sulla giurisprudenza18: «Il termine fissato in mesi scade il giorno che nel calendario corrisponde al giorno dell’evento, ossia allo stesso numero del giorno che ha fatto decorrere il termine oppure, in mancanza del giorno corrispondente, all’ultimo giorno del mese.»19 Per la sorveglianza retroattiva questo significa che un termine fissato in mesi decorre il giorno il cui numero corrisponde a quello del giorno della ricezione da parte del Servizio SCPT. Il giorno dell’inizio della sorveglianza retroattiva ha di norma lo stesso numero del giorno (GG) della data (GG.MM.AAAA) della ricezione dell’ordine da parte del Servizio SCPT.
Il secondo periodo disciplina il caso particolare in cui il giorno corrispondente manca nel mese di inizio della sorveglianza retroattiva. Se ad esempio il Servizio SCPT riceve l’ordine il 31 del mese, il giorno dell’inizio della sorveglianza retroattiva è il giorno 31 di sei mesi prima. Se però il 31 non esiste in tale mese (p. es. il 31 aprile), si prende l’ultimo giorno del mese (30 aprile, cfr. sotto esempi 2-3).
Secondo il capoverso 2 la sorveglianza retroattiva finisce al più tardi il giorno della ricezione dell’ordine da parte del Servizio SCPT, ossia alle 23.59 e 59 secondi20 ora svizzera di tale giorno (cfr. sotto es. 1-4). Se la sorveglianza retroattiva è eseguita lo stesso giorno – ossia prima delle ore 23.59 e 59 secondi – le autorità legittimate ricevono soltanto i dati risultanti fino al momento dell’esecuzione della sorveglianza retroattiva. Non vi è quindi una seconda trasmissione successiva dei dati restanti (metadati risultanti dal periodo tra il momento dell’esecuzione della sorveglianza e la fine del giorno). Ciò è rilevante soprattutto se una sorveglianza retroattiva è stata dichiarata urgente (cfr. es. 5). Anche i dati rilevanti presso il fornitore che sono a disposizione solo successivamente a causa di ritardi usuali (p. es. dati del roaming), non devono essere trasmessi posteriormente. Se tali dati sono importanti per l’autorità ordinante, questa dovrebbe prendere in considerazione un’ulteriore sorveglianza retroattiva in un momento successivo (cfr. sotto es. 5).
I fornitori tenuti a conservare i metadati devono garantire la conservazione sufficientemente lunga dei dati, tenendo conto della suddetta regola per il calcolo del momento iniziale della sorveglianza retroattiva e dei termini di trattamento di cui agli articoli 17 e 18 OE-SCPT (cfr, anche i commenti all’art. 21 cpv. 4 OSCPT). Il fornitore esegue la sorveglianza retroattiva entro tre giorni lavorativi, in casi urgenti entro sei ore (art. 17 cpv. 3 OE-SCPT).
Qui di seguito sono elencati alcuni esempi per il calcolo del termine di sei mesi. Va osservato che i valori standard dell’ora dell’inizio e della fine della sorveglianza sono rispettivamente le ore 00.00 e 0 secondi e le ore 23.59 e 59 secondi, tranne se l’esecuzione della sorveglianza avviene lo stesso giorno dell’ordine; in tal caso l’ora della fine della sorveglianza corrisponde a quella dell’inizio più 59 secondi. Vanno forniti i dati disponibili al momento dell’esecuzione.
17 In particolare DANIEL STOLL, in KUHN/ JEANNERET, Commentaire romand du Code de procédure pénale suisse, Helbling Lichtenhahn, 2a ed. 2019, Basilea, ad art. 90, pag. 430 e 431, n. marg. 12.
18 In particolare DTF 144 IV 161 (sentenza 6B_80/2018 del 25 aprile 2018).
19 Cfr. anche p. es. art. 22 cpv. 2 dell’ordinanza del 30 agosto 1995 sulla tassa d’esenzione dall’obbligo militare (OTEO; RS 661.1)
20 Per le sorveglianze retroattive, l’ora è indicata con i secondi arrotondati.