Rapporto esplicativo
Consultazione 2022/46: Proroga e modifica dell’ordinanza sul contratto normale di lavoro per il personale domestico · 18 pagine
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Figura 1: Immigrazione nel gruppo professionale «Professioni dell’economia domestica» secondo SIMIC (immigrazione delle persone soggette all’obbligo del permesso in base al Paese d’origine)
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Paesi terzi UE17/AELS UE10
La figura 1 illustra l’evoluzione dell’immigrazione delle persone classificabili nel gruppo «Professioni dell’economia domestica» soggette all’obbligo del permesso negli ultimi anni. A questo proposito, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) utilizza una nomenclatura professionale leggermente diversa rispetto alla rilevazione strutturale dell’UST. È quindi possibile che queste persone lavorino anche in aziende del settore della ristorazione o in istituti e non solo nelle economie domestiche private.
Di conseguenza, la figura 1 e la tabella 1 (qui di seguito) non rappresentano esattamente la stessa popolazione. Inoltre, non si conosce l’entità della migrazione di ritorno al Paese natale per poter trarre conclusioni sulla popolazione rimanente.
Infine, la figura 1 mostra che la domanda di lavoratori domestici è sempre più soddisfatta da persone provenienti dai Paesi dell’UE-10, dove i salari sono notevolmente inferiori a quelli svizzeri. Mentre nel 2005 il 90 per cento degli immigrati del gruppo «Professioni dell’economia domestica» proveniva dai Paesi dell’UE-17, nel 2015 la percentuale era scesa al 54 per cento e ha poi continuato a diminuire fino a raggiungere il 43 per cento nel 2019. Dal canto suo, la quota di immigrati provenienti dai nuovi Paesi dell’UE è più che raddoppiata in dieci anni, passando dal 21 al 43 per cento tra il 2008 e il 2019.