Rapporto esplicativo
Consultazione 2022/60: Ordinanza sulla costituzione di una riserva invernale (OREI) · 14 pagine
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Rapporto esplicativo concernente l’ordinanza sulla costituzione di una riserva di energia elettrica per l’inverno (ordinanza sulla riserva invernale, OREI)
eventualmente per i gruppi elettrogeni di emergenza o lo svolgimento di bandi pubblici e
l’individuazione dei gestori. Il maggiore fabbisogno finanziario (credito per beni e servizi) può essere compensato internamente. Per la ElCom e l’UFE occorre prevedere un fabbisogno maggiore anche in termini di personale.
Come menzionato, sono i consumatori di energia elettrica a sostenere le spese per il compenso per la disponibilità e l’indennizzo del prelievo per le centrali di riserva sotto forma di corrispettivo per
l’utilizzazione della rete di trasporto. In tal modo non si grava sulle casse della Confederazione. Anche le spese sostenute dalla Confederazione affinché le centrali di riserva possano essere operative da febbraio 2023 vengono restituite alla Confederazione, senza corresponsione di interessi, tramite il corrispettivo per l’utilizzazione della rete.
Le centrali di riserva comportano ripercussioni in particolare per il territorio e l’ambiente (cfr. anche
n. 3). Pertanto risultano toccati soprattutto i Cantoni e i Comuni nei quali sorgono le centrali di riserva. La Confederazione è già in contatto o entrerà in contatto con questi Cantoni e Comuni. Dal punto di vista economico e del personale, le ripercussioni sono contenute; una parte può essere coperta dalle attuali ordinanze in materia di emolumenti. A breve termine, per le autorità dei Comuni sui cui territori sorgeranno le riserve, la mole di lavoro aumenterà considerevolmente.
3. Ripercussioni per l’economia, l’ambiente e la società
L’impiego di centrali di riserva aumenta la sicurezza dell’approvvigionamento elettrico per le aziende e le famiglie in Svizzera. L’obiettivo è di scongiurare una situazione di penuria di energia o di alleviarla il più possibile. A seconda dell’intensità e della durata, una tale situazione può avere ripercussioni pesanti per l’economia e la popolazione, con conseguenti costi elevati. D’altro canto le centrali di riserva comportano anche conseguenze negative per il territorio e l’ambiente.
La disponibilità e il possibile impiego di centrali di riserva implica costi per tutti i consumatori di
elettricità. Nel suo rapporto del 30 novembre 2021 all’attenzione del Consiglio federale (disponibile solo in tedesco «Konzept Spitzenlast-Gaskraftwerk zur Sicherstellung der Netzsicherheit in
ausserordentlichen Notsituationen», Concezione centrale elettrica a gas di picco per garantire la sicurezza della rete in situazioni di emergenza straordinaria), la ElCom stima i costi di investimento a medio termine per le centrali a gas di riserva a un totale di circa 700-900 milioni di franchi, se si considera una potenza complessiva fino a 1000 MW. Per il prossimo inverno 2022/2023 la potenza delle centrali elettriche di riserva sarà però inferiore alla stima e di riflesso anche i costi, poiché in un primo tempo si prevede di utilizzare gli impianti e le infrastrutture esistenti. Con la stipula dell’accordo con GE Gas Power le spese totali per la centrale elettrica di riserva di Birr per l’intero periodo
ammontano a circa 470 milioni di franchi. A questi si aggiungono costi di esercizio ancora imprecisati per l’impiego della centrale elettrica di riserva. Attualmente si sta cercando un gestore. Altri costi deriveranno dalla stipula di accordi con ulteriori gestori di centrali elettriche. Le trattative sono ancora in corso, anche per l’integrazione dei gruppi elettrogeni di emergenza nella riserva invernale. Per le centrali elettriche di riserva esistenti, compresi i gruppi elettrogeni di emergenza, le stime totali dei costi dal 2023 ad aprile 2026 (tre anni e mezzo) si aggirano intorno ai 580 milioni di franchi. Questo importo corrisponde a un aumento medio del corrispettivo per l’utilizzazione della rete pari a circa 0,4 centesimi per chilowattora nel periodo 2024-2026 (le tariffe per il 2023 sono già state fissate). Si tratta però di costi provvisori perché non è escluso che vengano ad aggiungersi ulteriori impianti e perché i costi variabili derivanti dall’impiego effettivo delle centrali elettriche di riserva non sono ancora
compresi. In base a stime approssimative i costi per la riserva di energia idroelettrica per il periodo invernale 2022/23 fino all’inverno 2025/26 ammontano a circa 2,2 miliardi di franchi, il che in media incrementa il corrispettivo per l’utilizzazione della rete di circa 1 centesimo per chilowattora. Sulla base delle oscillazioni di prezzo, attualmente in taluni casi molto marcate, è particolarmente difficile prevedere i prezzi delle offerte nel bando pubblico.