Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/74: Legge sul lavoro (eccezione per i dipendenti di aziende di nuova costituzione) · 19 pagine

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SZ, OW, TG, GL, AR, SG, GR, NW, VS, SH, AI, VDL ricordano tuttavia che la legge sul lavoro prevede già numerose disposizioni speciali che offrono flessibilità alle aziende. In particolare SZ, OW, TG, NW, GL, AI, GR spiegano che i lavoratori che esercitano un ufficio direttivo elevato o un’attività scientifica sono già esentati dalle norme sulla durata dell’orario di lavoro e del riposo. Secondo questi Cantoni, tali deroghe dovrebbero applicarsi ai lavoratori delle start up, in cui le gerarchie sono generalmente piatte e il personale influisce in modo determinante sull’andamento degli affari e sullo sviluppo dell’azienda. GE si esprime in modo analogo. Le persone che lavorano per esempio nelle start up e che sono legate all’azienda da diritti di proprietà non sono in linea di massima soggette a restrizioni sulla durata del lavoro e del riposo.

Secondo BE, è l’interpretazione troppo restrittiva della nozione di «ufficio direttivo elevato» a porre un problema in quanto, poiché quasi nessun lavoratore rientra in questa deroga, non corrisponde più al mondo del lavoro di oggi. Ritiene pertanto che sarebbe più opportuno rivedere l’articolo 3 capoverso 1 lettera d della legge anziché creare una nuova normativa speciale.

BL ricorda che la richiesta di flessibilità delle norme sulla durata del lavoro e del riposo della legge sul lavoro è stata formulata a più riprese negli ultimi anni e che l’introduzione degli articoli 73a e b dell’ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro (OLL 1)6 ha permesso di rispondervi. La revisione parziale della LL nel contesto dell’attuazione dell’iniziativa parlamentare Graber7 ha invece ricevuto uno scarso sostegno. Anche BL aveva criticato la proposta, sottolineando l’importanza della protezione della salute e la flessibilità già prevista dalla legge sul lavoro.

Per GR, emanare disposizioni speciali per determinati settori o categorie di lavoratori non è opportuno, in quanto renderebbe sempre più difficile alle aziende, ai lavoratori e persino agli organi di esecuzione di mantenere una visione d’insieme delle norme in vigore. Questo Cantone auspica piuttosto un allentamento generale delle disposizioni della LL che, salvo eccezioni giustificate, si applicherebbero a tutti i lavoratori.

SZ, SH, OW, TG, GL, AI, NW, VDL ricordano che le norme sulla durata del lavoro e del riposo hanno anche lo scopo di proteggere la salute fisica e mentale dei lavoratori. Secondo OW, TG, AI queste regole proteggono anche la capacità di rendimento del personale. Per GL, gli impiegati in buona salute sono la risorsa più importante di un’azienda. L’attuale progetto peggiorerebbe pertanto le condizioni quadro per i lavoratori e, in ultima analisi, per le aziende. OW e GL aggiungono che il corpo umano, com’è dimostrato, ha bisogno di pause regolari. OW sostiene che la deroga prevista vanificherebbe le disposizioni di protezione della legge in materia di durata del lavoro e del riposo. Secondo ZH, l’allungamento dell’orario di lavoro e la mancanza di periodi di riposo costituirebbero un rischio per la salute.

Per quanto riguarda NE, il riferimento all’articolo 3a LL non consentirebbe di proteggere la salute psichica e fisica in caso di durate del lavoro eccessive.

Secondo SZ, OW, TG, GL, AI, NW l’abolizione per cinque anni della protezione prevista dalle disposizioni sulla durata del lavoro e del riposo esporrebbe i dipendenti interessati al rischio di un carico di lavoro permanente incontrollabile. Una simile norma sarebbe contraria all’obbligo di assistenza del datore di lavoro. Per SH sarebbero indispensabili misure di prevenzione e accompagnamento efficaci. JU si esprime in modo analogo. Ritiene che il progetto sia eccessivo e che esporrebbe i lavoratori interessati al rischio di sovraccarico di lavoro e burnout. Per questo Cantone, i rischi psicosociali rappresenterebbero già un problema crescente,

6 RS 822.111.

7 Iniziativa parlamentare 16.414 «Flessibilizzare parzialmente la legge sul lavoro preservando i modelli di orario di lavoro dimostratisi validi».