Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/80: Modifica della legge sulle banche (La concessione da parte della Confederazione di garanzie in caso di dissesto per mutui a sostegno della liquidità erogati dalla Banca nazionale svizzera a banche di rilevanza sistemica) · 19 pagine
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Rapporto sui risultati concernente la modifica della legge sulle banche – Concessione da parte della Confederazione di garanzie in caso di dissesto per mutui a sostegno della liquidità erogati dalla Banca nazionale svizzera a banche di rilevanza sistemica
necessario chiarire preliminarmente (in particolare l’inasprimento della regolamentazione bancaria e la compensazione della garanzia dello Stato). Anche USS e PS sono sostanzialmente favorevoli all’integrazione del pacchetto di strumenti «too big to fail» mediante un PLB per le SIB. Ritenendo che vada prima trattato l’episodio che ha coinvolto Credit Suisse, essi chiedono tuttavia di sospendere temporaneamente il progetto di legge relativo a un PLB. Essi sono però contrari alla trasposizione dell’ordinanza del 16 marzo 2023 nel diritto ordinario. Per il timore che il progetto di introdurre un PLB per le SIB possa ridurre le distribuzioni della BNS ai Cantoni e alla Confederazione, il Cantone di VD si dichiara solo parzialmente favorevole al progetto e propone di rinunciare alla possibilità di concedere mutui supplementari a sostegno della liquidità.
Sei partecipanti esprimono parere contrario al progetto (I Verdi, Kurz, Momo, usam, UDC, ZGC). Facendo riferimento all’episodio che ha coinvolto Credit Suisse, I Verdi sottolineano il clamoroso fallimento della regolamentazione «too big to fail». Occorrerebbero regolamentazioni nuove e incisive per la piazza finanziaria svizzera, poiché i rischi economici che deriverebbero dalle SIB non sono più sopportabili. L’introduzione di nuovi meccanismi di salvataggio dovrebbe essere vincolata a severi requisiti prudenziali (in particolare, prescrizioni sui fondi propri e sulla liquidità, sistema di banche separate, responsabilità del management) e, imperativamente, anche a condizioni di sostenibilità. I potenziali rischi di dissesto delle banche devono essere ridotti al punto da consentire un fallimento ordinato anche di grandi banche. Anche per l’UDC l’approccio proposto sarebbe fondamentalmente sbagliato: anziché creare un contesto legislativo che consenta il fallimento di una SIB senza compromettere la stabilità del mercato finanziario, si rafforzerebbe una rete di sicurezza per le SIB finanziata dai contribuenti. Inoltre, rafforzando il ruolo della BNS come prestatore di ultima istanza aumenterebbe la propensione al rischio delle banche. L’usam critica il fatto che la garanzia dello Stato, finora implicita, per le SIB diventerebbe più esplicita e, nonostante le condizioni previste per la concessione di un PLB, genererebbe una nuova e importante distorsione della concorrenza a favore delle SIB. Secondo ZGC, nonostante l’affermazione contraria contenuta nel rapporto esplicativo, il progetto sarebbe in evidente contraddizione con le corrispondenti disposizioni dei principali ordinamenti giuridici esteri e gli standard internazionali volti ad assicurare in ultima istanza il finanziamento delle operazioni di liquidazione. In assenza di un meccanismo di compensazione, in ultima analisi il progetto riverserebbe infatti sui contribuenti, e non sul settore bancario, le perdite derivanti dai mutui supplementari a sostegno della liquidità e dal PLB. MoMo fa notare che le conseguenze per le banche più piccole potrebbero essere disastrose se i clienti delle banche partissero unicamente dal presupposto di un salvataggio delle SIB. Harringer, Kurz e MoMo criticano il fatto che il danno ricadrebbe alla fine sui contribuenti, sottolineando che i rischi bancari dovrebbero essere ridotti in modo significativo mediante adeguamenti sistemici. Kurz è inoltre convinto che nell’episodio che ha coinvolto Credit Suisse i media abbiano svolto un ruolo decisivo. Questo ruolo andrebbe messo in discussione e non può essere disciplinato nella LBCR.
7 partecipanti (alliancefinance, Brunetti, esisuisse, Harringer, Homburger, Jäger, VVS) non si esprimono sul progetto complessivo, ma si pronunciano su singoli punti. Mentre alliancefinance formula proposte su numerosi temi (p. es. misure riguardanti le retribuzioni, garanzie a copertura delle perdite) e in particolare valuta in modo critico diversi aspetti della regolamentazione «too big to fail», Brunetti critica la formulazione dell’articolo sulla collaborazione tra le autorità in caso di crisi che, a suo avviso, presenterebbe il salvataggio statale di una SIB come opzione principale. Esisuisse chiede che venga migliorata la protezione dei depositanti e VVS auspica un trattamento migliore dei fondi di libero passaggio e del pilastro 3a in caso di fallimento della banca. Harringer sottolinea che nemmeno un PLB è sufficiente a proteggere un sistema monetario mal costruito da un assalto agli sportelli e da una crisi bancaria, e propone di modificare la legge del 3 ottobre 2003 sulla Banca nazionale (LBN, RS 951.11) in modo che, se la situazione monetaria lo richiede, la BNS possa concedere anche crediti non garantiti. Homburger si esprime su alcuni articoli della LBCR. Jäger chiede di stralciare senza sostituzione l’articolo sulla garanzia a copertura delle perdite.