Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/17: Messaggio concernente la promozione della cultura negli anni 2025–2028 (messaggio sulla cultura) · 28 pagine
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Cantoni EDK, AG, AI, AR, BL, BS, GE, GL,
GR, JU, LU, NW, SG, SH, SO, TG,
UR, VD, ZH
Partiti politici Alleanza del centro, I Verdi, PLR
Associazioni economiche
Associazioni mantello dei
Comuni, delle città e delle
regioni di montagna
Organizzazioni ASO, BibMed, BibS, ch, Memoriav, t. AdS, Alesi, ARF, EOV,
SDA, SIR, SKKB, SKuV, SMPV, LS, SBVV, SIG, SMR, STPV SMV, Sonart, SSA,
Suisseculture
La proposta di modifica ha suscitato pareri contrastanti. I Cantoni, le città, vari partiti politici (Alleanza del centro, I Verdi, PLR) e numerose organizzazioni nell’ambito del patrimonio culturale sono favorevoli alla revisione e in alcuni casi la ritengono un «passo a lungo atteso». Altre organizzazioni culturali e le società di gestione respingono nettamente la soluzione proposta.
La EDK e i Cantoni (analogamente alla SKKB) accolgono con favore quelli che considerano passi avanti a lungo attesi in merito agli Helvetica digitali e all’archiviazione digitale a lungo termine. Sottolineano inoltre che il deposito legale per i contenuti elettronici andrebbe gestito in collaborazione con i Cantoni, che hanno già introdotto una pratica simile, così da condividere competenze e risorse. Per il Cantone ZH va da sé che tale deposito dovrebbe vigere anche per i videogiochi.
I Verdi sono in linea di principio favorevoli alla revisione, ma sollevano dubbi sull’enorme quantità di informazioni digitali e sulla velocità a cui si sviluppano l’informazione e la tecnologia. Inoltre, l’obbligo di fornire le informazioni senza supporto fisico non liberamente accessibili appare difficile da attuare: infatti, non solo bisognerà informare di questo obbligo ogni persona o istituzione che produce tali informazioni, ma si dovrà anche verificare che lo rispettino. Ciò richiede risorse considerevoli, ma non garantisce alcuna esaustività.
Anche la maggioranza delle organizzazioni nell’ambito del patrimonio culturale che si sono espresse sulla revisione (tra cui BibS e Memoriav) è favorevole. Memoriav sottolinea l’importanza di definire chiaramente cosa rientra nell’obbligo di deposito e cosa no.
La proposta di modifica ha suscitato pareri contrastanti tra le organizzazioni. Alcune attive nell’ambito del patrimonio culturale sono favorevoli alla revisione e in certi casi la ritengono un «passo a lungo atteso». Altre (AdS, Alesi, LS, SBVV, SIG, SMR, SMV, Sonart, SSA, Suisseculture, ecc.) e swisscopyright (associazione delle società di gestione riconosciute) respingono fermamente la soluzione proposta, che non prevede alcun indennizzo, e parlano di un’inaccettabile espropriazione nei confronti dei titolari dei diritti. Chiedono inoltre alla Confederazione di negoziare soluzioni eque con questi ultimi e, qualora ciò non fosse possibile, di stipulare con le società di gestione le cosiddette licenze collettive estese2 di cui all’articolo 43a della legge sul diritto d’autore (LDA; RS 231.1). BibMed propone che la questione sia affrontata durante l’elaborazione della strategia nazionale per il patrimonio culturale, coinvolgendo le parti interessate.
4.6 Selezione di ulteriori temi
2 Grazie alle «licenze collettive estese» previste dalla legge sul diritto d’autore, una società di gestione può consentire al titolare di una licenza collettiva di utilizzare un numero maggiore di opere, anche se la società di gestione non rappresenta pienamente i titolari dei diritti. Questo strumento mira a promuovere la gestione dei diritti, che altrimenti sarebbe molto difficile.