Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/17: Messaggio concernente la promozione della cultura negli anni 2025–2028 (messaggio sulla cultura) · 28 pagine
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i. Scuole svizzere all’estero
La EDK e altri partecipanti (AG, BE, LU, TG, UR, ASO) sottolineano l’urgente necessità intervenire sullo statuto del personale per gli insegnanti svizzeri nelle scuole svizzere, anche qualora Movetia non riuscisse a risolvere la questione.
edu (così come ASO) ritiene che manchino informazioni sulle linee strategiche per lo sviluppo della formazione svizzera all’estero, in particolare sull’approfondimento della collaborazione con le scuole all’estero appartenenti ai Paesi confinanti con la Svizzera e sull’analisi a medio termine del rapporto con le scuole a scopo di lucro estere che hanno un legame con la Svizzera. I pareri affermano che il progetto di creare un ente di diritto pubblico per il distacco degli insegnanti svizzeri presso le scuole svizzere all’estero riconosciute è tuttora urgente e va portato avanti.
j. Jenisch, Sinti e vita nomade
I Cantoni BE e BS, diversi partiti politici (PS, i Verdi), la Fondazione «Un futuro per i nomadi svizzeri» (ZSF) e la Radgenossenschaft der Landstrasse (RADG) sono contrari alla prevista riduzione dei contributi di sostegno per la realizzazione di nuove aree di sosta. Sottolineano che, proprio perché i progetti di costruzione sono spesso accolti con scetticismo e avanzano lentamente, sono necessari solidi incentivi finanziari per i Cantoni e i Comuni e le modalità di finanziamento andrebbero concepite in modo tale da essere efficaci nonostante i ritardi nei progetti, ad esempio a causa di opposizioni. La ZSF propone quindi di rendere più flessibili i periodi di finanziamento: i mezzi finanziari per la protezione delle minoranze dovrebbero essere disponibili per un periodo più lungo. I Cantoni AG e GR così come l’ACS sono dello stesso parere. Quest’ultima e VD sottolineano inoltre l’importanza della ZSF, anche se il suo finanziamento non è oggetto di discussione. La RADG critica il fatto che non sia menzionata la sosta spontanea legale, ossia la possibilità di sostare temporaneamente sulla base di accordi privati con i proprietari dei terreni, la quale potrebbe peraltro essere un altro ambito di promozione.
k. Statistiche e monitoraggio
La EDK e alcuni Cantoni apprezzano la proposta di creare un sistema di monitoraggio della politica culturale nazionale e fanno presente che andrebbe concepito in modo da integrare in maniera pertinente gli osservatori regionali esistenti («Observatoire romand de la culture» e «Osservatorio culturale della Svizzera italiana») e tenere conto delle situazioni specifiche dei fornitori di dati (principalmente i Cantoni). Alcuni Cantoni deplorano che non sia stata svolta un’analisi di quanto fatto sinora (BL e BS), che non si tenga conto dell’onere aggiuntivo per la raccolta dei dati e dei Comuni (GL) o che non sempre siano disponibili i dati necessari. Le città (UCS) sostengono in generale l’idea di gestire la politica culturale basandosi su dati statistici, ma chiedono che siano chiariti obiettivi e questioni aperte e che vengano coinvolti nella procedura tutti gli attori interessati, non da ultimo perché le città e i Comuni sono all’avanguardia nell’ambito dei dati pubblici aperti (Open Government Data). Al contempo andrebbe delineato con trasparenza il fabbisogno di finanziamento di tale monitoraggio.
Diverse organizzazioni (AdS, AROPA, BibS, CinéF, Cinésuisse, DS, EJV, EOV, IGV, NIKE, PC, SBV, SCS, SFV, SGDA, SIKJM, SKJF, SMR, SMV, Suisseculture, SzCH, t., TFC, visarte, VMS) accolgono con favore le misure previste per la raccolta di dati affidabili nel settore della cultura e l’introduzione di un sistema di monitoraggio della cultura in Svizzera. Sostengono che, per avere una statistica culturale in grado di fornire risposte pertinenti è assolutamente necessario disporre di mezzi supplementari. Alcuni partecipanti chiedono esplicitamente di raccogliere dati su determinati ambiti, ad esempio quello audiovisivo (ARF, SFP). Diverse organizzazioni (ARF, SGDA, SMV, Sonart, SzCH) chiedono che sia rivista la rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera (RIFOS), in modo da tenere maggiormente conto dei lavoratori indipendenti e parzialmente indipendenti.