Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/17: Messaggio concernente la promozione della cultura negli anni 2025–2028 (messaggio sulla cultura) · 28 pagine
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considerazione i rapporti di lavoro atipici degli operatori culturali (così come le attività indipendenti equiparabili), ad esempio per quanto riguarda la previdenza per la vecchiaia o la perdita di guadagno per malattia. I Cantoni ritengono che sia possibile ottenere miglioramenti sostanziali e duraturi mediante adeguamenti del diritto in materia di assicurazioni sociali. Diverse organizzazioni (SCS, SIG, Suisseculture e visarte) deplorano la mancanza di un approccio globale al miglioramento della sicurezza sociale, osservando che le forme di lavoro degli operatori culturali non sono un caso particolare, ma un esempio dei crescenti «rapporti di lavoro atipici» che si stanno diffondendo in tutti i settori.
L’USS sostiene le proposte volte a migliorare la sicurezza sociale degli operatori culturali, come: integrare volta per volta l’elenco dei datori di lavoro all’articolo 34d capoverso 2 dell’ordinanza del 31 ottobre 1947 sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (OAVS); far conoscere meglio anche nel settore culturale la procedura di conteggio semplificata prevista dalla legge del 17 giugno 2005 contro il lavoro nero (LLN); valutare la possibilità di fondare un istituto di previdenza collettivo per tutti gli operatori culturali; valutare l’abbassamento della soglia di entrata per l’assicurazione infortuni facoltativa dei lavoratori indipendenti.
L’usam sostiene gli sforzi volti a semplificare la registrazione degli operatori culturali quali impresa individuale o piccola impresa e a creare una cassa pensioni per queste imprese culturali.
Centro di consulenza e servizi per gli operatori culturali
La EDK e alcuni Cantoni (tra cui AG, BL, BS, GE, GR, SG, SH, VS e ZH) sono soddisfatti delle misure proposte e ritengono opportuno creare un centro di consulenza e servizi per gli operatori culturali. Considerano importante coinvolgere costantemente i partner esistenti e prevedere un finanziamento federale a lungo termine, poiché i Cantoni non possono garantire un cofinanziamento in quanto le linee guida per una raccomandazione di finanziamento della EDK escluderebbero i mezzi operativi. Anche l’UCS chiede chiarezza sul finanziamento del centro di consulenza e servizi. L’USS, il PS e diverse organizzazioni (p. es. AROPA, CinéF, Cinésuisse, EOV, GARP, GSFA, IGF, KVS, PC, SBV, SFP, SFV, SKJF, SMPV, SMR) accolgono con favore l’idea di creare un tale centro. Varie organizzazioni (AdS, ARF, SCS, SKJF, Suisseculture, t., visarte) menzionano le offerte di consulenza già esistenti, che non dovrebbero essere sostituite da un servizio nazionale. SMV ritiene che sia opportuno valutare l’aspetto dei servizi ma non necessariamente quello della consulenza, mentre diverse organizzazioni (p. es. ARF, SKJF, SMPV) chiedono che siano valutati attentamente i bisogni coinvolgendo le associazioni di categoria e le loro organizzazioni mantello. Varie organizzazioni (ARF, EOV, Sonart, SMR, SMV, Suisseculture) osservano inoltre che un tale servizio non potrebbe essere finanziato con gli attuali contributi alle organizzazioni culturali, ma andrebbero previsti mezzi supplementari.
Compensi
Molte organizzazioni (AROPA, CinéF, DS, Petzi, SCS, SGB, SFound, SGDA, SIG, SMPA, SMR, SMV, Sonart, Suisseculture, SzCH, t., visarte) sono esplicitamente favorevoli al fatto che nel valutare le richieste di promozione si verifichi se sono previsti compensi adeguati per gli operatori culturali professionisti. La EDK e i Cantoni condividono la volontà di migliorare la situazione reddituale degli operatori culturali professionisti. Le città (UCS) accolgono con favore l’impegno della Confederazione a contrastare la precarietà e a migliorare la sicurezza sociale degli operatori culturali. A loro avviso si dovrebbe però tenere conto della diversità delle città, del loro contesto demografico e delle loro risorse e politiche culturali. Inoltre, le direttive della Confederazione dovrebbero riguardare soltanto i ruoli e gli obblighi del governo federale.
Alcune organizzazioni sollevano degli interrogativi e chiedono che si tenga conto della situazione del settore. Petzi e altre organizzazioni segnalano ad esempio che nel settore musicale molte persone non lavorano sul palco ma dietro le quinte e versano nella stessa condizione economica difficile degli artisti veri e propri. Secondo SMPA (ed HeK) l’introduzione di compensi minimi (soprattutto per gli eventi musicali pop) determinerebbe un aumento artificiale del costo degli eventi e richieste di compensi irrealistici, con il rischio che gli artisti svizzeri diventino troppo costosi per le manifestazioni non sussidiate e che quindi si suoni meno musica svizzera. SDA auspica che si verifichi se il diritto della concorrenza consente alle associazioni di formulare raccomandazioni su onorari e compensi. SSA raccomanda tra l’altro di subordinare le richieste di promozione anche al rispetto del diritto d’autore.