Rapporto esplicativo

Consultazione 2023/26: Modifica della legge militare, dell’ordinanza dell’Assemblea federale sull’amministrazione dell’esercito e dell’organizzazione dell’esercito · 57 pagine

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3.1.2 Garanzia della continuità d’esercizio e aumento della resilienza

L’esercito e l’amministrazione militare devono essere in grado di mantenere e garantire l’esercizio degli impianti e delle strutture rilevanti per il sistema, in particolare le infrastrutture critiche, anche al di fuori di un impiego (servizio di promovimento della pace, servizio d’appoggio, servizio attivo). In una situazione di minaccia ibrida e con l’incremento della ciberminaccia, è possibile che l’esercizio di questi impianti e di queste strutture sia già disturbato, danneggiato o addirittura fortemente impedito e ostacolato già nella «situazione normale», con largo anticipo rispetto a una situazione particolare o straordinaria. Per garantire l’esercizio e la resilienza di queste infrastrutture e beni in tutte le situazioni, può rendersi necessario intervenire nell’ambito dei beni giuridici di terzi. Nella misura in cui l’esercito e l’amministrazione militare sono in grado di garantire la gestione della continuità d’esercizio (compresa una robusta resilienza) con le proprie forze e i propri mezzi, non occorre adottare una nuova base giuridica. Tuttavia, nel momento in cui sono interessati o limitati i diritti di terzi, è necessario disporre le corrispondenti basi giuridiche. Per l’attuazione concreta di questa esigenza è stato introdotto un nuovo articolo 95 LM.

3.1.3 Aggiornamento degli strumenti di requisizione

Il completamento dell’articolo 80, ora leggermente ristrutturato, nonché il nuovo articolo 80a, garantiscono in larga misura, sulla base delle disposizioni in vigore e in combinato disposto con il nuovo articolo 95 LM, che siano assicurati i mezzi di esercizio in tutte le situazioni e non solo come finora nel servizio attivo e nel servizio d’appoggio. Ciò è dovuto in particolare al fatto che i ciberattacchi o altre minacce ibride non determinano ancora l’avvio del servizio attivo o del servizio d’appoggio. La requisizione viene quindi estesa alla nuova zona d’efficacia CSE, mentre i sistemi TIC dell’esercito sono protetti dal fatto che le modifiche, le restrizioni e i divieti relativi all’uso possono essere ordinati anche in tempo di pace.

Inoltre, è prevista l’estensione dell’ambito di applicazione della requisizione per

quanto riguarda i beni requisiti. La requisizione dovrebbe potersi estendere anche alle forze naturali controllabili (quali l’elettricità, i dati e le frequenze radio), ai beni immateriali, alle prestazioni di lavoro e di servizio. Le misure coercitive statali del sequestro, dell’appropriazione e della statalizzazione si rivelano da questo punto di vista insufficienti, perché sono possibili misure statali/militari «classiche» come la requisizione che riguardano beni legali come la proprietà o il possesso, ma che non si estendono a un uso flessibile dei servizi (in particolare il «Software as a Service» [servizi SaaS]), a singole prestazioni di lavoro o a oggetti non sufficientemente ancorati nel diritto alla proprietà, come le forze naturali controllabili (ad es. elettricità, dati o frequenze radio).

Per il servizio attivo è quindi necessario potere disporre l’esercizio militare per esercizi dell’infrastruttura critica a tutti i livelli, soprattutto se sono necessari anche per l’esercizio dei sistemi TIC dell’esercito e dell’amministrazione militare.

Occorre ora tenere conto anche degli aspetti della resilienza e della continuità d’esercizio dei sistemi TIC, compresa la difesa da ciberincidenti e ciberattacchi. L’esercito deve essere in grado anche in tempo di pace di adottare misure nell’ambito della continuità d’esercizio, al fine di garantire i mezzi di esercizio o i beni successivamente requisiti. Ciò include anche la possibilità per l’esercito, in previsione di una situazione straordinaria, di disporre restrizioni o divieti di utilizzo a terzi (ad esempio in relazione ai sensori).