Rapporto esplicativo

Consultazione 2023/26: Modifica della legge militare, dell’ordinanza dell’Assemblea federale sull’amministrazione dell’esercito e dell’organizzazione dell’esercito · 57 pagine

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Il servizio volontario delle donne deve diventare più attrattivo. Lo scopo è aumentare il numero delle donne che rivestono posizioni di quadro affinché possano mettere a profitto le loro competenze. Occorre quindi garantire che anche le donne siano maggiormente rappresentate negli organi di comando superiori. L’aggiunta nella formulazione del capoverso 3 intende garantire questo obiettivo.

Art. 5

In seguito al diritto a una delega delle competenze in funzione del livello, in futuro l’Aggruppamento Difesa dovrà poter disciplinare in un’ordinanza l’organizzazione di dettaglio dell’esercito. Le strutture a partire dai corpi di truppa fino al livello unità, la loro definizione e l’attribuzione linguistica dei militari dovranno essere adeguate in maniera più flessibile. Attualmente, ad esempio, l’adeguamento della lingua di un’unità è possibile unicamente con una revisione di ordinanza. Oggi non si può reagire in modo flessibile alle mutate sfide riguardanti l’apporto di personale sotto il profilo della varietà linguistica dei militari e delle formazioni. Le disposizioni, principalmente tecniche, di portata subordinata non necessitano l’approvazione del DDPS, ma devono poter essere decise dall’Aggruppamento Difesa.

Art. 6b

L’articolo 1 capoverso 1 OEs stabilisce che l’esercito deve disporre di un effettivo regolamentare di 100 000 persone soggette all’obbligo di prestare servizio militare e di un effettivo reale massimo di 140 000 persone soggette all’obbligo di prestare servizio militare. Nell’ambito dell’ulteriore sviluppo dell’esercito, sulla base dell’articolo 151 capoverso 2 lettera e LM, sino alla fine del 2022 questi valori potevano essere superati. Dall’inizio del 2023 manca quindi una base legale per superare l’effettivo reale massimo consentito di 140 000 unità. Il 1° marzo 2023 l’effettivo reale ammontava a 147 178 militari.

La guerra in Ucraina ha segnato una svolta nella politica di sicurezza della Svizzera. Ha mostrato che un conflitto armato è a tutt’oggi realistico. All’epoca della concezione dell’Esercito XXI si calcolava che il tempo di preallarme necessario per preparare un impiego di difesa potesse estendersi fino a dieci anni. La guerra in Ucraina ha tuttavia evidenziato che il tempo di preallarme può essere chiaramente più breve. Verosimilmente questo conflitto comporterà un lungo periodo caratterizzato da forti tensioni politiche e militari tra la Russia e gli Stati occidentali. Di conseguenza il contesto di sicurezza della Svizzera rimarrà più volatile, incalcolabile e pericoloso per diverso tempo.

La nuova disposizione intende dare al Consiglio federale la possibilità di adeguare rapidamente l’effettivo reale dell’esercito alle mutate situazioni di minaccia. Questo per poter garantire l’effettivo regolamentare di 100 000 militari.

A causa delle differenti dimensioni delle classi d’età delle persone soggette all’obbligo di prestare servizio militare è possibile che l’effettivo reale superi le 140 000 unità. Se si correggesse questo numero prosciogliendo prematuramente singole classi di età dal loro obbligo di prestare servizio militare, temporaneamente l’effettivo reale scenderebbe nettamente al di sotto del valore mirato di 140 000. Ciò non sarebbe auspicato.

Pertanto il Consiglio federale deve poter adeguare in modo flessibile l’effettivo reale anche in quest’ottica.