Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/31: Ordinanza sull’organizzazione di crisi dell’Amministrazione federale (OCAF) · 19 pagine
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Il Canton VS afferma che l’organizzazione e il funzionamento degli stati maggiori di crisi e la collaborazione tra i diversi stati maggiori dovrebbero essere precisati meglio nell’ordinanza. L’organizzazione sembra piuttosto complicata e onerosa dal punto di vista del personale e della condotta. Nel progetto dell’ordinanza non si capisce bene come dovrebbe essere organizzato il coordinamento tra i diversi stati maggiori. Si dovrebbe riflettere se sia possibile creare un’organizzazione di crisi più snella, semplice e quindi più performante.
Il PS svizzero chiede che, oltre al coinvolgimento sistematico del mondo scientifico, si coinvolga maggiormente anche la società civile nell’organizzazione di crisi. Ciò vale soprattutto nelle situazioni in cui è necessario limitare i diritti fondamentali, come è stato il caso durante la pandemia di Covid-19. Un maggiore coinvolgimento della società civile contribuirebbe ad aumentare l’accettazione delle misure da parte della popolazione e a garantire che nei processi decisionali si tenga conto di punti di vista ed esigenze diverse. Il PS propone quindi di integrare adeguatamente rappresentanti della società civile nel lavoro degli stati maggiori di crisi. Questi rappresentanti potrebbero ad esempio essere invitati a far parte dell’organo scientifico consultivo previsto nell’articolo 16 OCAF.
L’UDC si oppone al progetto in questa forma. In linea di principio, è favorevole alla divisione in tre parti dell’organizzazione di crisi, ma ritiene superflua la creazione di uno stato maggiore centrale permanente, poiché esistono già piani e stati maggiori di crisi funzionanti a vari livelli, che basterebbe coordinare meglio. Ritiene discutibile anche il passaggio della gestione di crisi nelle mani dei vertici dell’amministrazione civile. Secondo l’UDC, i dipartimenti e le unità amministrative a livello comunale, cantonale e federale dispongono già di strutture di crisi funzionanti. Non si dovrebbero quindi creare nuovi stati maggiori per ulteriori strutture di crisi, bensì risolvere i problemi delle interfacce tra le strutture esistenti. Invece di creare un nuovo e costoso stato maggiore centrale, l’UDC chiede di istituire un organo di raggruppamento e coordinamento. Il rapporto esplicativo veicola l’impressione che l’intera gestione di crisi debba essere affidata ai vertici dell’amministrazione civile, il che è molto discutibile. Ad esempio, organizzazioni specializzate come la Segreteria di Stato della politica di sicurezza (SEPOS) e la Rete integrata Svizzera per la sicurezza (RSS) non svolgerebbero alcun ruolo in questa organizzazione. Nemmeno altri elementi militari, di polizia o del servizio delle attività informative sono menzionati nel progetto, mentre dovrebbero assolutamente essere rappresentati in una tale struttura. Infine, gli scenari di «guerra» e «difesa» non sembrano essere minimamente presi in considerazione in questa ristrutturazione.
Artiset accoglie con favore il miglioramento della collaborazione tra la Confederazione e i Cantoni. Nella gestione di crisi mancherebbe però il coinvolgimento esplicito e complementare di altri attori della società civile o di fornitori di servizi, ad esempio del settore sanitario e sociale.
Chance Svizzera ritiene sbagliato designare un dipartimento responsabile in caso di crisi. Al suo posto si dovrebbe creare un nucleo sovraordinato con accesso a un’organizzazione interdipartimentale ed eventualmente intercantonale ben collaudata. Tale nucleo (stato maggiore centrale permanente) dovrebbe essere diretto dal Cancelliere della Confederazione quale capo di stato maggiore del Consiglio federale.
In linea di principio, economiesuisse accoglie con favore il fatto che la Confederazione voglia adeguare la sua organizzazione di crisi. La struttura proposta sarebbe però troppo complessa e troppo vicina ai processi abituali per poter agire in modo rapido, efficace e mirato in caso di crisi. A suo avviso si dovrebbe rinunciare allo SMCPS e conferire allo SMCOp un accesso diretto al Consiglio federale per potergli sottoporre proposte e basi decisionali. In linea di principio, Economiesuisse è però d’accordo con i compiti dello stato maggiore di crisi permanente.
Politbeobachter respinge il progetto di ordinanza poiché non verrebbe spiegato a sufficienza il motivo per cui si debba creare un’organizzazione di crisi con uno stato maggiore centrale permanente. Le organizzazioni già esistenti sarebbero perfettamente in grado di occuparsi dei