Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/58: Trasparenza concernente lo sviluppo sostenibile: Modifica del diritto delle obbligazioni (CO), della legge sui revisori (LSR) e del codice penale svizzero (CP) · 22 pagine
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Trasparenza concernente lo sviluppo sostenibile: modifica del Codice delle obbligazioni, della legge sui revisori e del Codice penale – rapporto sui risultati della consultazione
Compendio
In totale sono pervenuti 164 pareri (725 pagine). Numerose organizzazioni appartenenti alla «Coalizione per multinazionali responsabili» e altre organizzazioni affini considerano l’avamprogetto poco incisivo, perché non contempla nessun obbligo di diligenza per le imprese.
Buona parte del mondo economico respinge l’avamprogetto nella forma proposta a causa della sproporzione tra oneri/costi e benefici e dell’estensione del campo di applicazione alle piccole e medie imprese.
1 In generale
Alla consultazione sull’avamprogetto relativo alla trasparenza sullo sviluppo sostenibile (modifica del Codice delle obbligazioni [CO], della legge sui revisori [LSR] e del Codice penale [CP], analisi dell’impatto della regolamentazione compresa) svoltasi dal 26 giugno 2024 al 17 ottobre 2024 sono stati invitati i Cantoni, i partiti rappresentati nell’Assemblea federale, le associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle Città e delle regioni di montagna, quelle dell’economia e altre organizzazioni interessate.
Si sono pronunciati 26 Cantoni, 7 partiti e 94 organizzazioni, nonché svariati altri partecipanti, per un totale di 164 pareri (tra cui 2 organizzazioni che hanno espressamente rinunciato a pronunciarsi1).
2 Elenco dei partecipanti
Nell’allegato figurano i Cantoni, i partiti, le organizzazioni e i privati che si sono espressi.
3 Osservazioni generali sull’avamprogetto
In totale sono pervenuti 164 pareri (725 pagine). Il progetto risulta particolarmente controverso.
3.1 Coalizione per multinazionali responsabili, organizzazioni affini e altri partecipanti favorevoli
Numerose organizzazioni appartenenti alla «Coalizione per multinazionali responsabili»2 e altre organizzazioni affini)3 appoggiano in linea di massima l’avamprogetto (estensione del campo di applicazione/modifica dei valori soglia, rinuncia all’approccio comply or explain, introduzione dell’obbligo di verifica), ma lo ritengono poco incisivo. Chiedono di avviare quanto prima l’iter legislativo e di prevedere anche obblighi di diligenza aziendali, alla stregua di quanto fa la direttiva dell’Unione europea (UE) sul dovere di diligenza delle imprese4. Sono infatti del parere che anche le grandi imprese svizzere vadano obbligate – al pari della concorrenza europea – a rispettare i diritti umani e le norme ambientali. L’adeguamento più importante chiesto da queste organizzazioni riguarda le norme da applicare: nel redigere le relazioni sullo sviluppo sostenibile le imprese dovrebbero a loro avviso utilizzare tassativamente
1 ACS, USI
2 La Coalizione per multinazionali responsabili è composta da oltre 90 organizzazioni per i diritti umani e l’ambiente, nonché organizzazioni umanitarie (cfr. www.multinazionali-responsabili.ch > Coalizione).
3 FRIEDA, syna, Brücke/Le Pont, Società per i popoli minacciati, femmesprotestantes, terre des hommes, Actares, ACES, Coalizione per multinazionali responsabili, StopArmut, alliancesud, Public Eye, GDS, Christ:innen für Klimaschutz, Unione svizzera delle donne cattoliche, UNI- CEF, FRC, USS, ESU-services GmbH, Stucki, PS, PEV, I Verdi, fondation Caux Initiatives et Changement, BirdLife Svizzera, WWF Svizzera, Greenpeace, ATA, Amnesty International, fondazione PUSCH, Transparency International
4 Direttiva (UE) 2024/1760 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, relativa al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità e che modifica la direttiva (UE) 2019/1937 e il regolamento (UE) 2023/2859