Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/17: Revisione parziale dell'Ordinanza sulla posta (OPO) · 25 pagine

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Rapporto sugli esiti della consultazione relativa alla revisione parziale dell'ordinanza sulle poste (OPO)

chiede ancora chiarimenti in materia di protezione dei dati, in particolare affinché il contenuto delle trasmissioni elettroniche non sia accessibile a terzi. Per i Cantoni di Lucerna e San Gallo è necessario un coordinamento con altri progetti federali e cantonali in corso. Il Cantone di Svitto teme che il canale ibrido comporti costi sproporzionati per la Posta e chiede diverse modifiche in relazione ai negozi giuridici elettronici (v. n. 3.6.2).

Quattro Cantoni (NE, TG, VD, ZH) respingono la modifica. L'inclusione del sistema di recapito ibrido nel servizio universale non dovrebbe avvenire senza un'analisi dettagliata e una discussione politica tramite ordinanza. Occorre innanzitutto verificare se l'attuale offerta della Posta (ePost) soddisfa un'esigenza di mercato (NE). Si adduce inoltre che il progetto aumenti i costi netti del servizio

universale (ZH) e porti a distorsioni della concorrenza (TG, ZH). Secondo il Cantone di Turgovia non sussiste alc un fallimento del mercato che giustificherebbe l'intervento dello Stato.

Partiti

I Verdi, il PS e il Centro sono generalmente favorevoli all'inclusione del sistema di recapito ibrido nel servizio universale. Il Centro richiede che l'effettiva necessità sia dimostrata in modo chiaro e

sistematico. A tal fine, andrebbe effettuata una valutazione entro un periodo di tempo ragionevole,

affinché possa fungere da base per le decisioni del Parlamento e delle autorità competenti. Inoltre,

occorre evitare una giungla di servizi digitali per i quali i cittadini dovrebbero aprire un gran numero di conti. Bisogna quindi esaminare come garantire la compatibilità tra i sistemi dei diversi fornitori. I Verdi e il PS chiedono la garanzia di elevati standard di protezione dei dati. Il PS propone anche modifiche a singole disposizioni (v. n. 3.6.2).

Il PLR e l'UDC rifiutano l'inclusione della lettera digitale nel servizio universale. Ritengono che l'attuale LPO non offra una base legale a tal fine, che non sia stata effettuata una valutazione dei bisogni e non si sia svolto un dibattito fondamentale (UDC). Sono inoltre dell'avviso che non vi sia un fallimento del mercato che giustifichi l'intervento dello Stato e ritengono che tale misura porterebbe a distorsioni della concorrenza (PLR).

Comuni, città e regioni di montagna

Tre delle quattro associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna (SAB, ACS, FSPC) accolgono senza riserve l'inclusione della lettere digitale nel servizio universale. Tuttavia, l'uso deve essere volontario, come previsto dalla proposta. L'UCS vede il sistema di recapito ibrido come un'interessante aggiunta ai servizi postali fisici e accetta la modifica a condizione che l'offerta della Posta si inserisca nella strategia esistente di Amministrazione digitale Svizzera (ADS).

14 dei 16 Comuni e associazioni comunali che hanno presentato un parare accolgono la misura senza riserve. Prima di attuare la misura, la Conferenza regionale Oberland-Ost suggerisce di valutare se sistemi federali esistenti o in via di sviluppo possano essere utilizzati come base per una "un indirizzo e-mail dei cittadini" ufficiale. Una soluzione statale sarebbe economicamente indipendente e

troverebbe più consenso presso la popolazione.

Imprese e partner sociali

La FSC accoglie senza riserve l'ampliamento del servizio universale per includere un sistema di recapito ibrido. Anche i sindacati e le organizzazioni dei lavoratori accettano il progetto, ma in alcuni punti suggeriscono alcune modifiche richieste anche dalla Posta (v. n. 3.6.2). Economiesuisse e l'USAM sono contrari a includere la lettera digitale nel servizio universale. Estendere il servizio

universale alla comunicazione digitale rappresenterebbe un cambiamento di paradigma e verrebbe sostanzialmente respinto. Inoltre, ritengono che non vi sia alcun fallimento del mercato e che manchi la base legale per il progetto. La misura porterebbe a distorsioni della concorrenza, in quanto in futuro la Posta potrebbe finanziare in modo trasversale i servizi digitali con i proventi del monopolio. Inoltre,

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