Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/97: Riorganizzazione delle commissioni extraparlamentari nel quadro della verifica 2025 · 35 pagine
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Questi attori appoggiano la fusione delle commissioni d’esame ritenendo che una gestione amministrativa e organizzativa unica darebbe luogo a nuove sinergie e avrebbe un impatto positivo sull’efficienza. Inoltre, la qualità degli esami federali rimarrebbe garantita per mezzo delle sottocommissioni previste.
Approvazione con riserve
NW e un partito politico rappresentato nell’Assemblea federale (UDC), così come tre associazioni mantello nazionali (GSASA, pharmaSuisse, SSO) e due organizzazioni (MEBEKO, BZW), sono fondamentalmente favorevoli all’articolo 13a, seppure con qualche riserva. Di seguito sono illustrati i principali punti sollevati:
- la responsabilità specialistica in materia di preparazione, svolgimento e valutazione degli esami federali deve rimanere di competenza delle rispettive sottocommissioni;
- la fusione delle strutture non può comportare un’uniformazione degli esami tale da impedire un’adeguata considerazione delle competenze specifiche delle varie professioni. Di conseguenza, anche le specializzazioni minori devono essere rappresentate adeguatamente, e le relative conoscenze specialistiche devono essere sistematicamente incluse nel processo decisionale;
- nella maggior parte dei pareri si parte dal presupposto che la qualità degli esami federali può continuare ad essere garantita soltanto mantenendo il numero di membri attuale. Soltanto UDC è fondamentalmente favorevole a una fusione delle 5 commissioni d’esame delle professioni mediche; per ottenere un effetto tangibile chiede tuttavia di limitare a tre il numero massimo di membri per sottocommissione.
Rifiuto
NE è contrario all’articolo 13a, al pari di due associazioni mantello nazionali (FMH, ChiroSuisse). Anche quattro altre organizzazioni (Commissione d’esame in medicina veterinaria, Commissione d’esame in farmacia, Commissione d’esame in chiropratica, SVS) e cinque privati respingono l’articolo 13a.
Gli attori contrari chiedono di mantenere il sistema nella sua forma attuale, in quanto gli obiettivi prefissati – in particolare la garanzia delle competenze specialistiche, il coinvolgimento delle istituzioni di formazione, lo scambio e lo sfruttamento di sinergie – vengono raggiunti già oggi. La nuova struttura prevista non apporterebbe alcun valore aggiunto evidente, ma causerebbe un onere aggiuntivo in termini amministrativi e di coordinamento, soprattutto in relazione alle procedure di ricorso. Infine, l’ingente onere coordinativo renderebbe irrealistici i risparmi monetari prospettati.