Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/97: Riorganizzazione delle commissioni extraparlamentari nel quadro della verifica 2025 · 35 pagine

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protestantes sono contrari alla fusione prevista della Commissione federale del lavoro con la Commissione tripartita federale.

Vari partecipanti alla consultazione (Travail.Suisse, PSS, USS, Unia, SIC Svizzera, Arbeitgeber Banken, Swissmem e CP) sottolineano che la Commissione federale del lavoro e la Commissione tripartita federale hanno basi giuridiche, competenze e compiti diversi. La prima fornisce consulenza alle autorità federali sulla legge sul lavoro e viene consultata in occasione di modifiche di ordinanze, la seconda osserva il mercato del lavoro e in caso di offerte abusive e ripetute di condizioni salariali e lavorative inferiori a quelle usuali propone misure quali il conferimento agevolato del carattere obbligatorio ai contratti collettivi di lavoro o l’adozione di un contratto normale di lavoro che preveda salari minimi vincolanti. Anche dal punto di vista istituzionale i due organi si differenziano nettamente: in tutti i Cantoni esistono commissioni tripartite, ma esiste soltanto una commissione nazionale del lavoro. Una fusione intaccherebbe l’odierna suddivisione chiara del lavoro, metterebbe a rischio le competenze specialistiche e indebolirebbe la protezione dei salari.

Vari partecipanti fanno notare che l’attuale composizione delle due commissioni rappresenta prospettive diverse che andrebbero perse in caso di fusione. Oltre alle parti sociali e ai Cantoni, la Commissione federale del lavoro comprende anche rappresentanti della scienza e delle organizzazioni femminili, che non sarebbero più presenti nella nuova commissione. Questa esclusione viene criticata in particolare dalla CFQF e da femmes protestantes. Swissmem ricorda inoltre che il numero dei rappresentanti dei datori di lavoro passerebbe da 13 a cinque, il che escluderebbe otto delle associazioni dei datori di lavoro finora rappresentate, con la conseguente perdita di importanti prospettive settoriali. AG teme, inoltre, che vengano indebolite le competenze d’esecuzione cantonali e l’inclusione a livello regionale.

Vari partecipanti ritengono che non sia possibile quantificare i risparmi sul piano finanziario o in termini di tempo. USAM, GastroSuisse, USC, FER, SSIC, VS e TI dubitano che la fusione consenta effettivamente di migliorare l’efficienza e ridurre i costi.

Vari attori propongono misure di risparmio alternative. USAM, GastroSuisse, FER e SSIC suggeriscono di ridurre o di abolire i gettoni di presenza. GastroSuisse e Arbeitgeber Banken propongono inoltre di ridurre la frequenza delle sedute; Arbeitgeber Banken raccomanda nello specifico di ridurre le sedute ordinarie della Commissione federale del lavoro da tre a due all’anno, di verificare la composizione della Commissione e di non versare più gettoni di presenza ai membri che rappresentano organizzazioni.

Favorevoli (7)55

Swissstaffing, CDEP, SO, GE, AR, PLR e UDC sono in linea di massima a favore dell’avamprogetto, ritenendo che la fusione possa incrementare l’efficienza e migliorare

55 3 Cantoni, 2 organizzazioni, 2 partiti politici.