Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/10: Iniziativa parlamentare. Ruolo del Consiglio federale durante le votazioni popolari. · 15 pagine

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zione la CIP ha ribadito che è indiscutibile che il Consiglio federale e l’Amministrazione federale devono difendere e spiegare le decisioni del Parlamento. Discutibili sono invece:

a. a livello materiale: i mezzi impiegati (crediti, mandati affidati ad agenzie di PR ecc.);

b. a livello di contenuto: le informazioni che devono essere considerate propaganda di voto.

Nel suo parere del 28 maggio 2003, il Consiglio federale ha mostrato scarso entusiasmo di fronte a un disciplinamento a livello di legge, non essendo convinto che mediante disposizioni legali fosse possibile limitare gli abusi senza pregiudicare nel contempo la necessaria flessibilità. Ciononostante si è detto disposto a esaminare la questione e ha proposto di trasformare la mozione in postulato.

Mentre il 23 settembre 2003 il Consiglio nazionale ha seguito la raccomandazione della sua Commissione accogliendo all’unanimità la mozione (Boll. Uff. 2003 N 1437), il 29 settembre 2005 il Consiglio degli Stati si è pronunciato per un esame della questione nell’ambito dell’attuazione dell’iniziativa parlamentare Burkhalter e ha trasformato la mozione in un postulato (Boll. Uff. 2005 E 804).

1.4.4 03.434 Iv. Pa. Rechsteiner Rudolf «Finanziamento pubblico delle campagne di voto»

Con la sua iniziativa del 20 giugno 2003, Rudolf Rechsteiner intendeva contrastare l’impegno finanziario di aziende vicine allo Stato nelle campagne per le votazioni. Chiedeva una modifica di legge atta a impedire alle seguenti imprese di partecipare finanziariamente alle campagne per le votazioni federali:

1. imprese a partecipazione maggioritaria della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni;

2. imprese il cui finanziamento è garantito da contributi obbligatori che la legge impone ai cittadini (p. es. assicurazioni obbligatorie, casse malati, casse pensioni ecc.);

3. imprese che garantiscono alla popolazione l’approvvigionamento di base.

Con 12 voti contro 8 la CIP-N ha proposto di non dare seguito all’iniziativa. Non vedeva alcuna ragione d’intervenire; a suo parere, infatti, l’autore dell’iniziativa sopravvalutava l’influenza delle campagne per le votazioni. Era inoltre dell’opinione che l’attuazione comportasse problemi di ordine pratico: da un lato sarebbe stato molto difficile circoscrivere giuridicamente le imprese interessate, dall’altro sarebbe stato semplice eludere le relative disposizioni. Le imprese avrebbero potuto infatti versare indirettamente i fondi nelle campagne per le votazioni tramite le associazioni di cui fanno parte.

Nel plenum è prevalso il parere della maggioranza della Commissione e il 28 febbraio 2005 è stato deciso con 109 voti contro 66 di non dare seguito (Boll. Uff. 2005 N 27).